Dopo l’ecatombe di pesci nel canale Muzza, Legambiente Lombardia e LodiVerde tornano a puntare il dito contro la centrale di Tavazzano e chiedono che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto il 30 luglio, quando il corso d’acqua e un allevamento di storioni a Cornegliano Laudense sono stati colpiti da un grave episodio ambientale. Nei giorni scorsi le associazioni hanno infatti presentato un esposto alla Procura, parlando di "disastro ambientale" e attribuendo l’episodio agli scarichi delle acque di raffreddamento della centrale, in un momento segnato da caldo eccezionale e scarsa portata della Muzza. "Non è una catastrofe naturale, è crisi provocata dall’uomo", scrive Legambiente, chiedendo l’apertura di un’indagine seria anche sul piano giudiziario. Secondo l’associazione, EP Produzione avrebbe ridotto la potenza solo dopo l’intervento della Provincia e cessato la produzione il 5 agosto, cinque giorni dopo l’allarme. Legambiente sottolinea inoltre come in altri territori, da Turbigo a Piacenza, alcune centrali fossero già ferme, mentre in Europa si sono spenti anche impianti nucleari in Francia e sul Danubio proprio a causa delle criticità legate al raffreddamento.

Al centro delle preoccupazioni ci sono anche le prospettive future dell’impianto. La società, secondo Legambiente, avrebbe intenzione di proseguire l’attività e valutare la realizzazione di grandi torri di raffreddamento, strutture alte decine di metri che permetterebbero di raffreddare l’acqua in aria invece che nei corsi d’acqua. Una soluzione che, per gli ambientalisti, avrebbe comunque un forte impatto paesaggistico e climatico.L.R.C.