La normalizzazione tra Libia e Israele non è tornata improvvisamente sul tavolo. È tornata a far parlare di sé. La differenza è importante: non c’è, al momento, una nuova trattativa ufficiale, né Tripoli ha annunciato l’intenzione di aderire agli Accordi di Abramo. Ma nelle ultime settimane una serie di segnali ha riportato alla luce un dossier che sembrava essersi definitivamente chiuso dopo il disastro diplomatico dell’agosto 2023.

Il detonatore è la nomina da parte del Consiglio presidenziale di Abdul Majid Mleqta alla guida dell’intelligence libica, arrivata alla fine di giugno e ancora al centro di una contesa politica nella sembra più fragile Libia. Mleqta non è un nome qualsiasi. Una fotografia scattata a Parigi il 3 luglio 2023 lo mostra insieme a Lior Ben Dor, allora funzionario del ministero degli Esteri israeliano a capo del dipartimento Egitto e Magreb, oggi ambasciatore in Romania. La circostanza è emersa pubblicamente soltanto quest’estate, a tre anni dall’incontro, ed è stata collegata alla preparazione del tentativo di apertura tra Tripoli e Gerusalemme culminato nell’incontro di Roma tra l’allora ministra degli Esteri libica Najla Mangoush e il suo omologo israeliano Eli Cohen.