Pesaro. 11 agosto 2026 – A dieci anni esatti dal debutto all’Accademia Rossiniana, Vasilisa Berzhanskaya torna al Rossini Opera Festival con un ruolo che segna un ulteriore passaggio nella sua maturazione artistica.

Dopo aver attraversato Rossini in molte delle sue declinazioni – dal sacro allo sperimentale, dal virtuosismo puro alla grande forma sinfonica – il soprano russo affronta ora Pamyra in Le Siège de Corinthe, titolo cardine del Rossini francese.

Stasera all’Auditorium Scavolini (repliche il 14, 17 e 21 agosto) sarà lei a dare voce e corpo alla figlia di Cléomène, figura sospesa tra dovere, identità e passione. Un ritorno che profuma di casa, ma anche di nuove sfide.

Che significato ha per lei questo nuovo capitolo rossiniano e come sente evoluta la sua relazione con il Rof?

“Per un cantante il debutto in un’opera è sempre un momento decisivo, soprattutto nei primi anni di carriera. Al Rossini Opera Festival lo è ancora di più, come si può immaginare. Pamyra in Le Siège de Corinthe è uno di quei ruoli che restano, che segnano un percorso. Il mio è iniziato proprio qui dieci anni fa e, per chi sceglie questo repertorio, l’Accademia Rossiniana e poi il Rof sono tappe fondamentali. Da allora canto Rossini ovunque.”