Monserrato.11 agosto 2026 alle 00:38

Non c’è notte di San Lorenzo senza uno sguardo al cielo, ma a Monserrato la vera luce non arriva dalle stelle cadenti. Risplende nei volti illuminati dalla devozione, nell’eco dei passi che accompagnano il martire e nell’abbraccio che, da oltre un secolo, stringe la comunità al suo Santo più amato. La festa di San Lorenzo, l’appuntamento religioso più atteso dell’estate monserratina, ha riacceso il cuore della città, intrecciando fede e tradizione.

Il viaggio sacro è iniziato domenica scorsa, quando la processione ha scortato il simulacro dalla chiesa di San Valeriano all’omonima chiesetta campestre. Un cammino commovente accompagnato da una “traccas”, circa ottanta cavalieri e la banda musicale. Ieri, la piana si è popolata di fedeli per le messe, mentre stasera all’imbrunire il Santo tornerà a casa con una fiaccolata verso la chiesa madre di Sant’Ambrogio, per poi rientrare a San Valeriano. A guidare il comitato è il presidente Simone Cabras, con il fratello Luca vicepresidente. «Mi è stato dato l’incarico su proposta di don Nicola Ruggeri, e ad accettare mi ha spinto il fatto che mio padre Efisio ha svolto lo stesso ruolo nel 1994. Purtroppo», aggiunge Simone Cabras, «non abbiamo potuto trainare il cocchio con i buoi di famiglia a causa della dermatite bovina, un compito che svolgiamo dagli anni ’80, ma ci siamo impegnati al massimo per la riuscita della festa». Un legame profondo, rimarcato da don Nicola Ruggeri, parroco della chiesa del Santissimo Redentore: «San Lorenzo è il momento religioso più importante dell’estate, un’occasione sacra di devozione che unisce la città. La festa coinvolge le tre parrocchie di Sant’Ambrogio, del Redentore e La Salle e porta al centro i valori identitari di Monserrato. Nonostante i sacrifici, vedere tutti i monserratini accogliere il Santo martire e partecipare alle messe riempie il cuore di speranza».