Lo scontro si sposta su un nuovo piano. La contestazione è diventata boicottaggio, adesso il confronto è personale. Con una lettera Uefa, Concacaf e Afc sono andate all’attacco di Gianni Infantino, del suo modo di gestire la Fifa, di come la fiducia nei suoi confronti sia ormai compromessa, «spezzata con l’inganno». E di quanto sia ora necessario un cambio al vertice, una nuova leadership «al servizio del calcio».

Un punto di non ritorno

È un atto formale forte e segna un punto di non ritorno. Tre continenti, Europa, Asia e Nordamerica, gli hanno voltato le spalle. La sensazione è che questa lettera sia un estremo tentativo di indurlo alle dimissioni. Come dire: è finita, fatti da parte ed evitiamo la battaglia. Difficile accada. Anche per questo le tre confederazioni hanno avviato i dialoghi per organizzare tornei alternativi a quelli Fifa. Con l’obiettivo di garantire ai giocatori occasioni di confronto e, soprattutto, ridurre la dipendenza dal governo del pallone. Sono valutazioni preliminari, non un progetto definito, ma anche solo parlarne fa capire quanto sia corposa la frattura. E tra un mese c’è il Mondiale U20 donne in Polonia. Il Telegraph, intanto, ha svelato la cifra che la Uefa avrebbe pagato come liquidazione alla sua presunta amante ai tempi in cui era segretario generale: 175mila euro, dopo aver prima ottenuto una promozione a una posizione manageriale con aumento dello stipendio da 25mila sterline.