Le tre confederazioni hanno pubblicato una lettera aperta in cui accusano il presidente della federcalcio di aver posto se stesso "al di sopra della collettività che gli ha conferito autorità". Secondo la Fifa, invece, è in corso un "piano concertato" per destabilizzarlaLe tre confederazioni hanno pubblicato una lettera aperta in cui accusano il presidente della federcalcio di aver posto se stesso "al di sopra della collettività che gli ha conferito autorità". Secondo la Fifa, invece, è in corso un "piano concertato" per destabilizzarla"Cara famiglia del calcio”. Comincia così la lettera aperta pubblicata lunedì 10 agosto e firmata congiuntamente dai presidenti di Uefa, Afc e Concacaf, ovvero Aleksander Čeferin, Salman bin Ibrahim Al Khalifa e Victor Montagliani. Il documento, che unisce tre confederazioni su quattro contro il vertice Fifa, questa volta non si limita - come accaduto nelle scorse settimane - a giudizi sulla Ffe, il progetto naufragato sulla vendita dei Mondiali a investitori privati, ma prova a fare uno sgambetto a Gianni Infantino attaccando il suo modello di leadership: "Quando la fiducia viene tradita attraverso l'inganno, quando un individuo pone sé stesso al di sopra della collettività che gli ha conferito autorità, quel dovere viene meno”. Le tre confederazioni smontano punto per punto la lettera con cui la Fifa aveva riconosciuto "errori nel processo": "La tratta come un problema di comunicazione, quando ciò a cui il calcio ha assistito è stato un fallimento di giudizio. Non c'è ancora alcun riconoscimento del fatto che tentare di vendere una partecipazione nella Coppa del Mondo abbia rappresentato una violazione fondamentale della fiducia”. La lettera chiede anche che la revisione interna promessa da Infantino venga affidata a una terza parte indipendente (“L'amministrazione Fifa non dovrebbe avere alcun ruolo nello svolgimento di tale revisione”) e che tutti i documenti siano conservati, ribadendo la minaccia di azioni legali già avanzata dalla Uefa. Un passaggio, poi, è dedicato alla riunione di Rabat degli scorsi giorni, dove è stata rinnovata la fiducia al presidente della federcalcio mondiale: "Solo un dirigente eletto era presente. Nessun membro del Consiglio Fifa né alcuna Federazione membro è stato invitato. Non è il comportamento di un custode del calcio, ma di chi ritiene che il calcio debba rispondere a lui”.La difesa della FifaLa Fifa, nelle ore precedenti, aveva già alzato ulteriormente i livelli dello scontro. In una nota, scriveva di "uno sforzo concentrato e continuo da parte di alcuni per indebolire" l'organizzazione e il suo presidente. Nel comunicato avvertiva che la Fifa "non sosterrà, faciliterà o tollererà alcun processo riguardante l'elezione del presidente che sia incompatibile con lo Statuto": il riferimento alle elezioni di marzo 2027, in cui Infantino si ricandiderà. "Coloro che non hanno il sostegno delle associazioni membri non dovrebbero cercare di ottenere attraverso accuse, insinuazioni o disinformazione ciò che non possono ottenere attraverso i processi democratici”. Intanto, un nuovo tassello si era aggiunto alla crisi della Fifa: il Telegraph aveva rivelato che Infantino, quando era segretario generale della Uefa tra il 2009 e il 2016, avrebbe usato la propria influenza per favorire la promozione di una dipendente con cui aveva una relazione, che avrebbe poi ricevuto una "somma a sei cifre" alla sua partenza e il pagamento di tasse universitarie per circa 45mila euro. La Fifa ha definito le accuse "infondate e palesemente false", annunciando che le contesterà "direttamente e vigorosamente". La partita, ora, si gioca sul numero di federazioni che sceglieranno di schierarsi: Uefa, Afc e Concacaf insieme rappresentano la maggior parte del calcio mondiale per peso politico, ma Infantino conta sull'Africa e su parte del Sud America per costruire i numeri che gli servono a marzo.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
"È stata tradita la nostra fiducia con l'inganno". Il fronte contro la Fifa si compatta: la Uefa torna ad attaccare Infantino in una lettera congiunta con Afc e Concacaf
Le tre confederazioni hanno pubblicato una lettera aperta in cui accusano il presidente della federcalcio di aver posto se stesso "al di sopra della collettivit











