La lettera congiunta con cui i presidenti di Uefa, Afc e Concacaf hanno attaccato nuovamente il presidente della Fifa: «Il calcio non è suo. Qui è in gioco l'integrità del gioco»
Sembra ormai insanabile lo strappo tra Gianni Infantino e una parte del calcio mondiale. L’ennesima tappa di una vicenda che continua ormai da settimane è una lettera scritta da tre confederazioni che si sono apertamente opposte alla gestione del presidente della Fifa, soprattutto dopo che il progetto di privatizzazione del Mondiale è venuto alla luce. Uefa, Afc (confederazione asiatica) e Concacaf (Nord e Centro America) attaccano apertamente Infantino con una nota congiunta: «Il calcio non appartiene a nessun individuo. La fiducia è stata tradita con l’inganno», è il succo del comunicato firmato da Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, Salman Bin Ibrahim Al Khalifa, presidente dell’Afc e Victor Montagliani, presidente della Concacaf, insieme ai segretari generali di tutte e tre le confederazioni. Ma non finisce qui. Secondo la stampa britannica, i tre alleati starebbero pensando a dei nuovi tornei, fuori dal dominio della Fifa.
I numeri che mettono a rischio Infantino
Infantino ora rischia. Il clima pesante non l’ha indotto a presentare le dimissioni, ma ha incassato la fiducia della Fifa. I numeri però possono essere contro di lui. L’attuale presidente della Fifa spera di essere rieletto, ma c’è anche la possibilità (per ora remota) che non si arrivi alle prossime elezioni. Fino alla lettera congiunta di oggi, 10 agosto, solo Uefa e Concacaf si erano schierate contro Infantino. Addirittura la confederazione europea ha promesso due volte di boicottare i tornei Fifa. Insieme però non avevano i numeri sufficienti per sfiduciare Infantino: servono 106 delegazioni per approvare una mozione di sfiducia. L’Uefa ne raggruppa 55, la Concacaf 41. La novità è il sostegno dell’Asia, che conta 47 nazionali. I numeri ora ci sarebbero, anche se la confederazione asiatica non è tutta unita contro Infantino: Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti sostengono il numero uno della Fifa e godono di grande influenza nel continente. Resta da capire quanta. Ammesso che Uefa e Concacaf siano schierate in modo compatto contro Infantino, basterebbero 10 nazionali per sfiduciarlo.










