I bombardamenti incrociati tra Russia e Ucraina continuano a prendere di mira obiettivi civili e a mietere vittime. Mosca ha denunciato uno dei più letali raid di droni ucraini dall’inizio del conflitto su una sua città industriale, con un bilancio di 13 morti, tra cui un bambino, e 75 feriti. Kiev, da parte sua, ha riferito che gli attacchi russi hanno provocato la morte dei sei persone.

A finire nel mirino delle forze di Kiev è stata la città di Nizhnekamsk, nella repubblica del Tatarstan, un migliaio di chilometri dalla linea del fronte e sede di importanti raffinerie e uno stabilimento petrolchimico. Lo stato maggiore ucraino ha rivendicato il raid affermando che è stata colpita la raffineria Taneko, del gruppo Tatneft. Le autorità di Mosca sostengono invece che le bombe hanno colpito, oltre a impianti industriali, anche edifici residenziali. In particolare, l’ufficio stampa del capo della repubblica del Tatarstan, Rustam Minnikhanov, ha denunciato che è stato colpito un ostello in cui sono rimasti uccisi nove civili. Negli attacchi avrebbero perso la vita anche cittadini immigrati da ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale. In particolare, sono rimasti uccisi 7 uzbeki, secondo il ministero degli Esteri di Tashkent.