Ferrara, 10 agosto 2026 – Una “critica severa e linguisticamente aspra”, circoscritta ai quattro agenti coinvolti nella vicenda Aldrovandi e non alla polizia di Stato “intesa come Corpo” o al sindacato Sap. È il nucleo intorno a cui ruotano le motivazioni della sentenza con cui il giudice Sara Vaglio del tribunale di Velletri ha assolto Gabriele Rubini (in arte Chef Rubio) dall’accusa di diffamazione in relazione a un commento su Twitter nel quale definiva “4 maiali” i poliziotti condannati per la morte del diciottenne Federico Aldrovandi, avvenuta nel settembre 2005. Nel processo si era costituito parte civile il segretario del Sap, Stefano Paoloni, il quale aveva ritenuto quelle parole lesive del decoro della polizia di Stato.
Pur specificando che quell’espressione non rappresenta un “modello di correttezza”, il giudice la inquadra in una “critica” non diretta a “denigrare la polizia di Stato”, ma a “rimarcare come il discredito sia da collegare alle condotte dei quattro agenti” coinvolti. Il tutto nell’ambito di una vicenda di “evidente interesse pubblico”, sulla quale il dibattito è “tuttora vivo”. L’espressione contestata a Rubio (difeso dagli avvocati Fabio Anselmo e Bernardo Gentile), “pur connotata da toni particolarmente duri”, non si tradurrebbe dunque in una “gratuita aggressione alla reputazione della polizia di Stato né del Sap e dei suoi iscritti”.







