Dopo l’ordinanza del Comune sono iniziati i trasferimenti, ma 150 persone rifiutano di abbandonare il presidio. Intanto arriva la solidarietà del regista Ken Loach con una lettera
Dopo quasi due settimane trascorse in strada, sono iniziati i trasferimenti degli ex occupanti di Spin Time, l’edificio di via di Santa Croce in Gerusalemme evacuato dopo l’incendio del 29 luglio. Finora circa 120 persone sono state accolte in strutture convenzionate con la Protezione civile e in alcune strutture religiose, ma almeno altre 150 hanno scelto di restare per strada, proseguendo il presidio davanti all’edificio. Il problema riguarda soprattutto la distanza delle sistemazioni proposte. Tre delle strutture individuate si trovano fuori dal Grande raccordo anulare – la tangenziale ad anello che circonda Roma – nonostante la richiesta degli ex occupanti di non essere dispersi e di poter rimanere nel quartiere dove vivono, lavorano e hanno costruito le proprie relazioni. Per molte famiglie questo significa anche rischiare di interrompere la continuità scolastica dei bambini.
Che fine farà l’edificio?
Il Comune di Roma aveva presentato a Investire Sgr, la società proprietaria, un’offerta per acquistare l’edificio – e consentire dunque il rientro graduale degli occupanti nello stabile – ma la società l’ha rifiutata, sostenendo che un sopralluogo avesse certificato l’inagibilità dello stabile. Una ricostruzione contestata però da Fratelli d’Italia, secondo cui sarebbe stato il Viminale a escludere la possibilità di un rientro nell’edificio per ragioni di sicurezza e legalità.











