Forlì, 10 agosto 2026 – Tre di loro hanno parlato, facendo anche altri nomi: sostengono di essere stati presenti ma ridimensionano il loro ruolo nell’aggressione mortale. Il quarto si è avvalso della facoltà di non rispondere. È l'esito, secondo i legali di difesa, dell'udienza di fronte al gip del tribunale di Forlì per i quattro giovani fermati per l'omicidio del 54enne Nicola Musiani, picchiato selvaggiamente il 19 luglio nei pressi di una discoteca a Pinarella di Cervia e morto il 22 luglio all'ospedale di Cesena.
I tre che hanno parlato sono Conor Finn Long, 19 anni, Oussama Ragme, 22 anni, e Bilal Mahboubi, 23 anni; mentre Houssam Abir, 22 anni, non ha risposto. Il pubblico ministero ha chiesto la conferma della permanenza in carcere per tutti e quattro gli indagati.
"Hanno risposto alle domande che sono state loro poste, fornendo elementi che possono essere utili per il prosieguo delle indagini», ha detto l’avvocato Elia Valentini, difensore di Conor Finn Long e Oussama Ragme, all’uscita dal tribunale. «Soprattutto – ha aggiunto il legale – hanno indicato una serie di testimoni che erano presenti al fatto: penso che saranno sentiti per accertare le varie responsabilità”.
Quanto invece alla fuga in Marocco dei due dopo la morte di Musiani e al successivo ritorno in Italia, l’avvocato ha spiegato che Conor e Oussama “erano molto spaventati per quello che era successo, quindi all’inizio hanno deciso di uscire dall’Italia ma poi hanno pensato di rientrare e la loro intenzione era di presentarsi ai carabinieri e rappresentare quello che effettivamente è successo. Infatti sono rientrati spontaneamente in Italia e poi sono stati fermati”. Oussama Ragme e Conor Finn Long (22 anni), due dei quattro fermati, entrambi meldolesi: insieme sono stati in Marocco dopo l’omicidio di Nicola Musiani













