di Giuseppe Scuotri
L'associazione di categoria sottolinea che nel bestiame si iniziano «a manifestare patologie che normalmente non si registrano negli allevamenti»
C’è anche il settore lattiero-caseario tra le vittime delle ondate di caldo che stanno interessando l’Italia nelle ultime settimane. Le temperature record stanno mettendo sotto pressione gli allevamenti, causando forte stress negli animali e una riduzione della produzione di latte. Se a giugno i dati sono stati in linea con lo stesso mese dello scorso anno, nella prima parte di agosto è stata registrata una contrazione di circa il 10% rispetto all'ultima settimana di luglio. A denunciare la situazione è Confcooperative: «Non ricordiamo un periodo con così tanti giorni consecutivi di temperature tanto elevate - denuncia Alessandro Mocellin, presidente del settore latte dell’associazione -. Gli animali non riescono più a recuperare durante la notte, restano in una condizione di stress continuo e iniziano a manifestare patologie che normalmente non si registrano negli allevamenti».
Sul calo di volumi pesa anche la crescente difficoltà a garantire acqua agli allevamenti, «soprattutto nelle aree di pianura e nella Pianura Padana – spiega Mocellin -, dove la scarsità della risorsa idrica rappresenta ormai un'emergenza strutturale. Le criticità riguardano anche l'alimentazione del bestiame: la raccolta dei foraggi è inferiore alle attese ed è facile prevedere anche un peggioramento della qualità».














