"Donne, du du du, / in cerca di guai, / donne a un telefono che non suona mai". E invece il telefono delle donne di Sigfrido suona e ha suonato sempre. Lui che chiamava loro e loro che chiamavano lui. Vieni in Rai a Teulada e parliamo dei fatti nostri o del libro da fare o di una puntata da preparare? Così le telefonate tra Ranucci e Maria Rosaria Boccia. La pompeiana infatti si piazzò per oltre due ore negli studi di Report, il 4 giugno e magari altre volte, anche se non avrebbe potuto entrare in Rai perché ha quattro procedimenti giudiziari in corso, in tre casi già a processo, e il 6 ottobre comincia quello principale: stalking aggravato, lesioni private, truffa ai danni dello Stato e diffamazione. E il Comitato etico ha chiesto della Boccia nell'audizione di 5 ore di Ranucci perché fare stalking nei confronti di altri giornalisti Rai fa venire meno il principio di solidarietà tra colleghi, sancito proprio dal codice etico del servizio pubblico.

I casi Della vicenda Boccia e di altre vicende così si sta occupando l'organismo interno di verifica e non c'è niente da fare: donne, sempre donne, amiche, amanti, confidenti, fonti o collaboratrici sono le protagoniste con il divo Sigfrido di questo romanzo d'estate. No, non è vero - ha detto Ranucci, alla donna forte del comitato etico, una donna, appunto: Delia Gandini - che aveva una relazione con la stagista Katerine che poi è morta d'amore per lui, come lui stesso ha raccontato nel libro autobiografico, "La scelta". Si trattava solo di fantasie letterarie, ha aggiunto Ranucci davanti ai giudici della deontologia professionale. I quali e le quali gli stanno credendo oppure no? I riflettori sono puntati su un'altra donna, o meglio sul documentario Food for profit di Giulia Innocenzi, trasmesso nel 2024. È emerso che tra i finanziatori di questo duro attacco all'alimentazione della carne ("Meat is Murder", cantano gli Smiths nella loro canzone forse più bella) figurava un socio privato e imprenditore olandese del settore, Michiel Van Deursen, vicino a logiche e fondi di venture capital orientati alla promozione del veganismo. Un potenziale conflitto d'interessi e un finanziamento opaco mai esplicitato ai telespettatori. Innocenzi dice che è tutto correttissimo e Ranucci nega che il comitato Rai se ne stia occupando. Ma lui sapeva o non sapeva che potevano esserci criticità? Ha controllato o lasciato fare?La leggerezza di Sigfrido, in tante vicende (e puntate), è ormai il dato assodato in questo romanzo ed è ciò che lo rende imprevedibile e, per gli amanti del genere, appassionante. Il comitato etico sta riordinando tutte le carte e controllando i verbali delle varie audizioni, a cominciare da quella di 5 ore di Sigfrido, per cercare la pistola fumante, l'elemento oggettivo e incontrovertibile che vada oltre la semplice questione di opportunità, che giustifichi l'eventuale rimozione di Ranucci. Il quale è convinto di scamparla, ossia di conservare sia la conduzione di Report sia la vicedirezione ad personam in Rai. In caso di mala parata dicono che si accontenterebbe di fare il capo autore: veste comunque troppo ingombrante per i colleghi e per chi nel caso potrebbe succedergli come volto della trasmissione.Il documento dei saggi sta per arrivare nelle mani dell'ad Giampaolo Rossi e nel caso non contenesse la prova schiacciante anti-Sigfrido ci sarà l'audit, strumento più stringente e più severo, su cui ancora la Procura di Roma deve dare l'autorizzazione. Di sicuro a causa della perdita di credibilità di Sigfrido e per i riflessi negativi su quello che è un asset Rai insostituibile, Report appunto, la sorte di Ranucci pare segnata. Anche perché in qualsiasi altra azienda una condotta di questo tipo, tra oscuri rapporti con un personaggio come Lavitola, la Boccia in redazione, gli strani intrecci con le fonti, i sospetti a valanga su decine di puntate, molto difficilmente non porterebbe a mettere almeno in stand by la persona coinvolta.L'ex sindacalista A proposito di puntate discusse in sede di verifica, c'è quella contro la Cisl. Ed ecco un'altra donna di cui si è parlato nel comitato etico. In quella sede si sta andando a fondo sul rapporto che lega Sigfrido a Laura Cianfoni, oggi in Fincantieri, prima in Cisl. Sigfrido e Laura - la donna bionda della famosa foto al tavolo del Cefalù - sono inseparabili: pranzi, cene, presentazioni di libri, scambi di consigli. Si sta cercando di fare luce sul ruolo di Laura nelle "cene di lavoro" da Lavitola e nelle visite in redazione. La Rai vuol vederci chiaro, stringe i bulloni. E ancora: Valentina Pelliccia, la donna a cui Sigfrido ha detto - secondo quanto è trapelato - che «in Rai c'è un po' di mafia e un po' di massoneria» in che maniera è entrata nel lavoro di Sigfrido e nel suo cerchio magico, del quale la Boccia si considera la vestale? E soprattutto: può un'azienda seria accettare che un dipendente ne parli come di una cosca o di una loggia?Anche la redazione di Sigfrido, che vuole sopravvivere a Ranucci e continuare Report con o senza di lui (e l'ad Rossi non ha nessuna intenzione di rinunciare a questo programma di successo) smentisce o semi-smentisce di avere commissariato il celebre conduttore. Fa una nota in cui si schiera al suo fianco, però l'oscurità del rapporto Ranucci-Lavitola, con Sigfrido che minimizza e dice tutto bene ma non chiarisce nulla, sta agitando chi da anni lavora con lui e si legge nella nota: «Siamo più di 60 lavoratori decisi a continuare a fare inchieste in modo autonomo e indipendente. Non possiamo accettare che si continui a gettare ancora fango sul programma nel tentativo di provare a indebolirlo. Noi siamo e resteremo uniti e consapevoli del ruolo pubblico che abbiamo». Tutti con Ranucci ufficialmente, ma l'ufficialità e la realtà non sempre coincidono. Visto che nel documento redazionale che gira in Rai, non gradito affatto da Ranucci, vengono richiesti «ancora più rigore, ancora più indipendenza, ancora più professionalità» per il marchio Report.L'isolamento Bisognerà vedere come andrà a finire il romanzone ma intanto l'isolamento di Sigfrido, dentro e fuori dalla Rai, è clamoroso. La soluzione che accontenterebbe tutti sarebbe il ritorno di Milena Gabanelli come star e come bollino di qualità della trasmissione. Ma purtroppo dal suo buen retiro di Sasso Marconi Gabanelli - che a Sigfrido attribuisce comunque grande presa sulle donne: «Fa man bassa» - non sembra proprio avere intenzione di tornare in pista. E quindi? In questo romanzone o soap opera da Uomini&Donne, bisognerà vedere chi saranno i sommersi e i salvati. Sigfrido punta sulla sua innocenza e quindi salvezza. È convinto, o almeno lo sono i pochissimi che continuano a stargli al fianco o fingono di farlo, che la cosiddetta TeleMeloni avrebbe più da perdere a cacciarlo e che se la sua vicenda diventa materia da campagna elettorale, la partita potrebbe volgere a suo favore. Se non fosse che nel Pd nessuno lo difende, e tutti lo hanno già scaricato, e che nei 5 stelle il sostegno è scarso e generico: nessuna mobilitazione indignata e combat per il sodale di Lavitola e per l'amico della pompeiana. Che ostenta tranquillità, e non può fare altro che ostentare.