Il 2026 segna un punto di svolta cruciale per l'economia domestica. Con un aumento di 314 euro pro capite in più rispetto al 2025, la spesa delle famiglie italiane supera il picco storico del 2007 raggiungendo quota 23.261 euro rispetto ai 22.975 del precedente record. L'analisi trentennale elaborata dall'Ufficio Studi di Confcommercio registra così il passaggio da un mero rimbalzo post-pandemico a una fase di consolidamento più stabile. La ripartenza della domanda interna, attesa in crescita dell'1,2% su base annua a fronte di un Pil a +0,9%, trova la sua linfa principale nei traguardi raggiunti dal mercato del lavoro, arrivato al massimo storico di 24,3 milioni di occupati, e nell'apporto del turismo straniero, capace di sostenere i redditi pur in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e timori inflazionistici. Dietro la superficie dei grandi numeri aggregati emerge tuttavia una trasformazione profonda e strutturale della spesa, definita da una "progressiva terziarizzazione dei consumi", sottolinea l'analisi: le famiglie tendono a tagliare sui beni materiali tradizionali per privilegiare l'esperienza, la connessione e la qualità del tempo libero. In questa rivoluzione dei budget familiari, la tecnologia fa la parte del leone, registrando una spinta del +3.200% nell'arco degli ultimi trent'anni.