«Mio padre ha lavorato per 39 anni nelle Ferrovie dello Stato e oggi non c'è più a causa del mesotelioma. Chiediamo giustizia per lui, ma soprattutto vogliamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto». Sono le parole di Aldo Faggiani, che ha presentato un esposto alla Procura di Torino, assistito dall'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio nazionale amianto. «Vogliamo che nessun'altra famiglia debba vivere un dolore come il nostro e che tutti i lavoratori eventualmente esposti possano essere tutelati», aggiunge Faggiani. Il padre Vincenzo aveva 66 anni: la diagnosi di mesotelioma era arrivata il 3 settembre 2025, poco più di un mese prima della morte, avvenuta l'8 ottobre. Quarant'anni sui binari La storia professionale di Vincenzo Faggiani attraversa quasi quattro decenni nelle Ferrovie dello Stato. Dal 1979 lavorò nelle Ogr di Torino, dove era impegnato anche nello smontaggio dei rotabili ferroviari, in ambienti nei quali, secondo quanto riportato nell'esposto, la presenza di amianto è stata accertata da diverse sentenze. Successivamente Faggiani lavorò lungo la rete ferroviaria torinese fino al pensionamento. Secondo la ricostruzione presentata alla magistratura, anche queste mansioni avrebbero comportato una prolungata esposizione alle fibre di amianto.
Muore di mesotelioma dopo 39 anni nelle Ferrovie, la famiglia presenta un esposto in Procura
Il figlio di Vincenzo Faggiani si rivolge ai giudici: Inail e Cor Piemonte hanno riconosciuto l'origine professionale della malattia






