Fondazione Agrigento 2025, forse è giunta l’ora dello scioglimento. Ma dentro lo “scrigno” potrebbe non esserci il tesoretto che qualcuno spera.
Dopo mesi di rinvii (il punto per la fine anticipata dell’ente era stato addirittura calendarizzato con la precedente Amministrazione comunale) potrebbe giungere ad una conclusione l’iter che toglierà la spina alla fondazione pubblica creata per gestire l’anno (horribilis) di Capitale della Cultura. Un ente che, si ricorderà, in realtà era stato fondato da Comune di Agrigento, Comune di Lampedusa e Ecua per durare ancora alcuni anni, ma di cui si è decisa la fine anticipata al 30 giugno scorso, data a partire dalla quale sono sospese tutte le attività ordinarie e sono stati cessati tutti i contratti. Una sorta di “letargo” in attesa che i soci, quindi gli enti pubblici sopra elencati, decidessero il da farsi. Lo stop era stato deciso a fine novembre del 2025 dai soci prendendo atto che le risorse finanziarie disponibili risultavano inferiori alle previsioni del programma e che, per proseguire l'attività fino alla scadenza naturale dello statuto fissata al 2028, sarebbe stato necessario reperire ulteriori fondi.
Dopo una prima resistenza da parte di aula “Sollano”, grazie ad un incontro con i capigruppo avuto dal sindaco Michele Sodano pare vi sia la disponibilità di massima dei consiglieri di centrodestra (che sono numericamente la maggioranza) di votare favorevolmente lo scioglimento, ascoltando però prima in Consiglio qualche esponente della Fondazione per chiarire bene la situazione dell’ente. Martedì si dovrebbe sapere la data, che potrebbe essere comunque entro fine mese: ad aver fretta è soprattutto il primo cittadino, che punta ad arrestare ogni spesa di funzionamento della Fondazione (per quanto limitatissima) e soprattutto per mettere nelle casse dell’ente i 400mila euro di avanzo di amministrazione che il bilancio 2026 dell’istituzione indica nel bilancio.






