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Ultimo aggiornamento: 9:21
Malgrado la sonora bocciatura della Corte dei conti, il sindaco di Agrigento Francesco Micciché riesce ad essere ottimista, sui 12 mesi da Capitale della cultura: “Non è mia intenzione negare le criticità sollevate, tuttavia le conclusioni della Corte alimentano un margine di miglioramento”. Dopo 10 mesi dall’inizio dell’evento e a soli 60 giorni dalla conclusione, finalmente il primo cittadino vuole mettere una toppa ai buchi indicati dai giudici contabili. Sarà un’impresa, perché dei 44 progetti del dossier solo quattro sono conclusi. 31 invece sono operativi: ma solo 14 in corso di svolgimento, gli altri 17 in allestimento. Cinque iniziative sono ancora in fase di affidamento, in attesa di sapere chi le porterà in porto. I magistrati contabili vogliono fare chiarezza sulla gestione degli oltre 6 milioni di euro di fondi (quasi tutti pubblici).
La relazione della sezione di controllo per le regione siciliana, consegnata il 28 ottobre, in 198 pagine conferma tutti i dubbi già sollevati: gravi ritardi nella preparazione degli eventi, poca rendicontazione delle spese, assenza di controlli sui risultati economici, caos gestionale. Al punto da mettere “ad elevato rischio l’attuale ed effettiva realizzazione dell’obiettivo”. Le toghe notano un “miglioramento del quadro gestionale”, ma non per meriti della città dei templi e della Regione Sicilia. I benefici sono arrivati grazie alle “migliori professionalità provenienti dall’alta dirigenza dello Stato, che hanno – con piena ed inconfutabile evidenza – apportato un rilevante contributo all’efficienza amministrativa”.






