C'è poco da fare: se vuoi che un turbo soffi tanta aria, e quindi generi tanta potenza, devi scendere a patti col turbo lag. O almeno, devi farlo se ti affidi ai soli gas di scarico per muoverlo. Il gruppo Stellantis ha trovato una soluzione alternativa (con uno schema diverso rispetto ai turbo "elettrici" già proposti sui modelli di serie di altri costruttori) per garantire un'elevata portata d'aria e l'azzeramento del ritardo di risposta all'acceleratore. Questa nuova tecnologia, chiamata eBoost Air, prevede un sistema di sovralimentazione elettrica separato dalla turbina, pensato per "muoverla" nelle fasi di carico parziale, migliorando così la risposta all'acceleratore e, conseguentemente, le prestazioni. L'eBoost Air non è destinato a rimanere un esercizio di stile: nei prossimi mesi potremmo già vederlo nei cofani di alcuni modelli americani e in futuro, perché no, anche su vetture dei marchi europei.
Come funziona il sistema eBoost Air di Stellantis
Le turbine di grande diametro, indispensabili per generare pressioni di sovralimentazione consistenti, soffrono di un'elevata inerzia rotazionale, manifestando un ritardo di erogazione (il famigerato turbo lag) finché i gas di scarico non raggiungono l'energia cinetica sufficiente per portare la girante del turbocompressore al suo regime di funzionamento ottimale. La divisione Street and Racing Technology (SRT) di Stellantis ha affrontato questa criticità con il concept eBoost Air, un sistema di sovralimentazione elettrica che mira a linearizzare la curva di coppia senza sacrificare i picchi di potenza. L'architettura proposta, testata sul 3.0 sei cilindri in linea Hurricane High Output, si discosta, come detto, dalle soluzioni integrate adottate da altri costruttori. Se brand come Mercedes-Benz o Porsche hanno puntato su motori elettrici calettati direttamente sull'albero del turbocompressore, la SRT ha optato per un compressore elettrico posizionato a monte delle turbine vere e proprie.






