Esplode lo scontro politico in Calabria all’indomani dell’approvazione del nuovo calendario venatorio 2026-2027 da parte della Giunta regionale. La scelta di autorizzare la preapertura della stagione di caccia al prossimo 2 settembre ha sollevato la dura presa di posizione del consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi, che contesta apertamente la misura definendola un ulteriore, pesante colpo assestato alla fauna selvatica già stremata dai roghi estivi e dalla siccità.

Emergenza roghi e avvio anticipato: le accuse del consigliere regionale

La decisione di anticipare l’inizio dell’attività venatoria giunge in un momento particolarmente critico per l’ecosistema regionale, segnato da incendi devastanti e condizioni climatiche estreme. “Il prossimo 2 settembre si riapre la caccia. Così ha deciso la Giunta regionale, con l’approvazione del calendario venatorio 2026-27, nonostante gli innumerevoli roghi che hanno devastato il territorio regionale, assediato centri abitati, incenerito migliaia e migliaia di ettari di boschi, campi e di macchia mediterranea. Una “stagione di fuoco” ben lungi, purtroppo, dall’essersi conclusa. Infatti, lo stesso Piano Regionale per la Prevenzione e la Lotta Attiva agli Incendi Boschivi (Piano AIB) 2026 evidenzia che agosto e settembre rappresentano il periodo di maggior rischio e che quindi l’emergenza non è ancora finita. I dati satellitari indicano che, al 28 luglio, nella nostra regione, sono stati rilevati oltre mille grandi incendi boschivi. Uno scenario terribile, con animali selvatici morti in numero altissimo e che ora – quelli che sono sopravvissuti – dovranno vedersela con migliaia di fucili pronti, puntati su di loro, senza alcuna considerazione per il disastro che ha colpito l’ambiente calabrese e senza tenere conto dei danni subiti dalle specie, in questi giorni di fuoco e di siccità”. È quanto dichiara il consigliere regionale, segretario questore, Ferdinando Laghi.