Redazione

22 maggio 2026 09:37

Foto d'archivio

Firmato il decreto di approvazione del calendario venatorio per la stagione 2026-2027. A darne notizia è l’assessore all’Agricoltura della Regione siciliana, Luca Sammartino. "Anche quest’anno abbiamo onorato i tempi previsti per consentire la riapertura della stagione venatoria: la dimostrazione concreta di un ennesimo impegno preso con il mondo venatorio e portato a termine", ha commentato. Il calendario prevede alcuni giorni di preapertura a partire dal 2 settembre, la stagione aprirà ufficialmente il 20 settembre (apertura generale).Le date ricalcano quelle dello scorso anno con due giornate di preapertura per la tortora e sei per il colombaccio. Il prelievo del coniglio selvatico e del moriglione sarà oggetto di successivi provvedimenti specifici, come indicato nelle disposizioni vigenti. Il decreto sarà pubblicato nella pagina web dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea del sito istituzionale della Regione siciliana e, per estratto, sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.La Lipu al Papa: “Fermiamo il ddl in discussione al Senato”Intanto la Lipu, la Lega italiana protezione uccelli, ha lanciato un appello a papa Leone da Assisi, nel corso dell'assemblea dei soci, per bloccare il disegno di legge in discussione al Senato che, "rilanciando la possibilità di cattura degli uccelli selvatici, aumentando le specie cacciabili, allungando la stagione di caccia anche alle delicate fasi di migrazione pre-riproduttiva, in violazione delle norme comunitarie, rappresenta un fattore devastante e, appunto, un momento di grande e diffusa preoccupazione". "Il messaggio di San Francesco, ripreso profondamente dalla predicazione di Papa Francesco e dalla Sua, ha messo in luce - ha detto il presidente della Lipu, Alessandro Polinori - la relazione che ci lega a quei fratelli e a quelle sorelle che sono gli esseri umani e i viventi tutti. In tempi drammatici di conflitti, distruzione, sfiducia, di senso del bene e del bello abbiamo molto bisogno - concludono dalla Lipu - un mondo che anche per questo dobbiamo salvaguardare, tenere in cura, rendere più capace di futuro".Già a maggio l’associazione animalista si era detta preoccupata per il ddl che indebolirebbe “in modo significativo il quadro normativo italiano in materia di protezione degli uccelli selvatici”. In particolare, “il disegno consente la caccia - ricostruisce la Lipu - durante il periodo della migrazione prenuziale degli uccelli, reintroduce l'uso di richiami vivi, amplia l'area in cui è consentita la caccia e presenta altre misure notevolmente dannose in violazione di molti articoli della Direttiva Uccelli tra cui gli articoli 7 e 8". Al contrario, dicono i 46 partners di BirdLife Europe, "sono necessarie norme più severe per proteggere e ripristinare la natura, in considerazione sia del fatto che molte specie devono affrontare gravi minacce, oltre la caccia, quali la perdita degli habitat naturali e il cambiamento climatico, sia dell'importanza biologica unica rappresentata dall'Italia".