Roma, 10 agosto 2026 – Accade fin da quando siamo bambini. Come davanti al tarassaco soffiamo via un desiderio, così davanti al cielo d’agosto aspettiamo di lasciarci stupire, di nuovo. Avvistare una stella cadente è un simbolo benaugurante forse perché per riuscirci c’è bisogno di attenzione, ma anche di un pizzico di fortuna.
Così succede che ogni 10 agosto, nella notte dedicata a San Lorenzo, si alzano gli occhi verso il cielo, sperando e attendendo nel buio la scia luminosa di una stella cadente. Quando finalmente compare, ecco che esprimere un desiderio diventa un rito.
Le stelle cadenti erano messaggi dal cielo
Oggi sappiamo che le stelle cadenti non sono stelle, ma meteore. Le Perseidi sono prodotte dai minuscoli frammenti lasciati nello spazio dalla cometa Swift-Tuttle. Il rito sopravvive alla spiegazione scientifica del fenomeno e continua ad accompagnare con un pizzico di magia una delle notti più attese dell'estate.
Ma da quando esprimiamo desideri guardando le stelle cadenti? Non lo sappiamo con certezza. Possiamo immaginare che il gesto portafortuna associato alla notte di San Lorenzo sia il risultato di una lunga sovrapposizione di credenze sul cielo, tra folklore e tradizioni popolari. O chissà, forse una muta preghiera che nasce spontaneamente dal cuore, fin dall’inizio della nostra esistenza, quando vedere la prima stella cadente lascia un segno capace di destare la più profonda meraviglia.












