Windows 11
Chiudere il portatile, metterlo nella borsa o nello zaino e ritrovarselo dopo qualche ora con una batteria quasi scarica. È una delle critiche che accompagnano da tempo Modern Standby, il modello di sospensione adottato sui PC Windows per offrire riattivazioni quasi istantanee senza spegnere davvero il sistema. Microsoft non intende tornare al vecchio standby S3; sta però modificando il modo in cui Windows 11 decide quando abbandonare lo stato a basso consumo e passare all’ibernazione.
La novità compare nella build 28120.2630 di anteprima di Windows 11 e Microsoft parla di aggiornamenti alla “adaptive hibernate policy“: quando la batteria supera l’80%, Windows tende a mantenere più a lungo Modern Standby per privilegiare l’instant-on; sotto il 10%, invece, anticipa l’ingresso in ibernazione per conservare la carica residua.
Per capire perché Microsoft stia intervenendo proprio ora sul modello alla base del risparmio energetico, bisogna tornare indietro di parecchio. Windows 8.x introdusse Connected Standby sui dispositivi compatibili; con Windows 10 Microsoft ampliò il modello e adottò il nome Modern Standby. La macchina resta nello stato ACPI S0, quello normalmente associato a un sistema acceso, ma hardware e software cercano di scendere verso livelli di consumo estremamente bassi. SleepStudy, lo strumento diagnostico che Microsoft distribuisce con Windows fin da Windows 8.1, nasce proprio per misurare quanto bene un PC riesca a farlo: ne parliamo più avanti.






