Windows 11
Windows 11 non occupa memoria soltanto per eseguire programmi, servizi e driver: una parte della RAM serve anche a costruire e disegnare le interfacce delle applicazioni integrate. Proprio qui Microsoft ha individuato uno dei limiti più evidenti del sistema operativo: le app basate su WinUI, il framework grafico moderno destinato a sostituire progressivamente molte interfacce storiche di Windows, richiedono oggi più memoria del previsto e possono mostrare ritardi, scatti o tempi di apertura poco convincenti.
Il problema affonda le radici nella lunga transizione avviata con Windows 8 e proseguita nel 2015 con Windows 10, quando Microsoft iniziò ad affiancare alle tradizionali applicazioni Win32 nuovi modelli basati su XAML e Universal Windows Platform. Con Windows 11 l’azienda ha puntato sul Windows App SDK e su WinUI 3, separando buona parte delle tecnologie grafiche dal ciclo di aggiornamento del sistema operativo. L’obiettivo era permettere agli sviluppatori di creare applicazioni moderne senza rinunciare alle API desktop. A distanza di anni, però, Windows continua a combinare componenti Win32, XAML, React Native, contenuti WebView2 e vecchie finestre di sistema: funziona, ma il risultato non brilla per efficienza.






