“Il 6G non è ancora uno standard compiuto. Esiste già, invece, la coalizione politica che vorrebbe orientarne lo sviluppo“. È il commento in esclusiva per CorCom di Antonio Capone, professore ordinario di telecomunicazioni al Politecnico di Milano.La National Telecommunications and Information Administration (Ntia), l’agenzia del Dipartimento del Commercio che guida la politica federale statunitense sulle telecomunicazioni e sullo spettro, ha annunciato la “Call to action for 6G Leadership and Security”. L’iniziativa è stata presentata pubblicamente a Washington, in un evento organizzato dal Center for Strategic and International Studies (Csis). Sul palco si sono alternati il vice segretario al Commercio Paul Dabbar, l’amministratrice della Ntia Arielle Roth, rappresentanti dei governi aderenti e dell’industria, da ATIS e AT&T a Nokia, Samsung, Ericsson e Nvidia. Per l’Italia è intervenuto il sottosegretario Alessio Butti (come riportato da CorCom); anche la Commissione europea ha partecipato attraverso la DG Connect (qui il reportage di CorCom). “Venticinque governi, Italia compresa, hanno aderito all’iniziativa lanciata dalla Ntia il 27 luglio. Il documento promette reti aperte, interoperabili, sicure e resilienti. Ma la vera partita riguarda chi orienterà gli standard, chi controllerà la filiera e dove passerà il confine tecnologico tra alleati e rivali”, evidenzia Capone. “Per l’Europa, che nelle telecomunicazioni conserva uno degli ultimi presìdi industriali del proprio stack digitale, partecipare è quasi inevitabile. Farlo senza una strategia sarebbe però il rischio maggiore”.“La Call to action si inserisce in una competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina nella quale i singoli Paesi europei hanno un peso limitato”, secondo Capone. “La loro capacità negoziale dipende dalle dimensioni del mercato, dalla presenza di imprese strategiche e dalla possibilità di presentarsi con posizioni comuni. Se agisce in ordine sparso, l’Europa è soprattutto chiamata a scegliere da che parte stare. Se agisce come Unione, il proprio mercato può invece diventare uno strumento di politica industriale“.Indice degli argomenti
6G, Capone: "Nella call to action Usa l'Europa deve agire unita
Capone: "Non dobbiamo limitarci a scegliere tra Usa e Cina, ma avere una strategia di politica industriale sul 6G".







