TREVISO - Picchiato e rapinato dopo il turno di lavoro nello stabilimento balneare. Stando alla denuncia della madre, il fatto è accaduto nella notte tra sabato e domenica a Gabicce Mare, nella Riviera Romagnola. Vittima un 21enne trevigiano, dipendente di un locale della zona per questa stagione estiva. Il ragazzo sarebbe stato accerchiato da una decina di ragazzi di origine straniera, che non si sono limitati a derubarlo degli oggetti personali che aveva con sé, ma gli hanno addirittura strappato la maglietta che indossava. Il giovane si trova ora ricoverato all'ospedale di Rimini, dove sarà sottoposto ad un'urgente operazione per sistemargli la mandibola, presa a pugni dal gruppo. A dirlo, è la stessa mamma della vittima, che ha raccontato la vicenda sui social. «Dopo l'operazione tornerà a Treviso - scrive -. Me l'hanno massacrato».
La vicenda La violenza si sarebbe consumata attorno alle due del mattino, dopo che il 21enne aveva terminato il turno di lavoro e stava ritornando a casa. Nella via del ritorno, si è imbattuto nel gruppo ed è rimasto a terra. Sul posto, sono giunti i carabinieri che ora stanno ricostruendo la vicenda. «io mi rifiuto di cedere all'odio che mi scoppia dentro - continua la madre del giovane nel post pubblicato in un gruppo social - e volevo ringraziare con tutto il cuore e la mia anima la mamma che gli ha portato una maglietta in ospedale». Il 21enne, infatti, sarebbe rimasto privo di sensi sull'asfalto e alcuni passanti hanno allertato i soccorsi che lo hanno poi trasportato al nosocomio riminese. L'indignazione, sotto le parole della donna, è tanta. «Mi dispiace tanto, leggendo queste parole mi manca il fiato - risponde un'altra mamma -. Auguro a suo figlio di rimettersi presto». «Non si possono sentire queste notizie - scrive un'altra utente -. Questi violenti devono pagare e anche caro».I precedenti Non la prima vicenda di questo tenore che accade quest'estate negli stabilimenti balneari. Una delle ultime vicende che aveva come protagonisti un gruppo di giovani violenti che si sono resi protagonisti di un fatto di cronaca, è stato a fine giugno a Jesolo: una rissa lungo il pontile antistante la spiaggia libera di piazza Brescia. I coinvolti erano giovani italiani di seconda e terza generazione, di Jesolo e Treviso. Tra di loro diversi minorenni. È bastata una spinta dal pontile per scatenare il caos: insulti, minacce e pugni. Anche in quel caso, i carabinieri erano accorsi sulla spiaggia per riportare la calma: i militari avevano poi inviato tutti gli elementi raccolti al questore per disporre il Dacur (divieto di accesso alle aree urbane), noto anche come Daspo urbano. Poco dopo, si era registrata un'altra rissa, in via Helenio Herrera, tra lo stadio Picchi e l'autostazione. Anche in questo caso una ventina di giovani, italiani di seconda generazione, si erano picchiati. E alcuni di loro erano stati coinvolti anche nell'episodio precedente. Anche in questo caso era stato chiesto l'allontanamento dalla città.








