TREVISO - Pestato con calci e pugni e minacciato con un coltello per rubargli il monopattino, nei pressi di via Roma, in piena zona rossa. È con queste accuse che, dopo la denuncia della vittima, un 19enne, sono finiti davanti al giudice tre giovani, alcuni dei quali italiani di seconda generazione. Si tratta di un 18enne di Pederobba e di due 21enni, un ragazzo di Treviso e una ragazza rumena anche lei trevigiana. Insieme a loro è finita sotto accusa anche una minorenne (una 16enne di origini nordafricane), per la quale è però competente la Procura dei minori di Venezia. Le accuse mosse dalla Procura di Treviso nei loro confronti sono pesanti. Si parla di rapina aggravata in concorso e porto abusivo di armi (il coltello appunto), sempre in concorso.
Il precedente Ai tre giovani le forze dell’ordine sono risalite, dopo la denuncia della vittima, grazie alle telecamere di videosorveglianza della zona e alla testimonianza del 19enne. Dopo il fermo, i tre ragazzi, difesi dagli avvocati Mario Nordio, Massimiliano Bruni e Giovanna Barin, sono comparsi ieri davanti al giudice delle indagini preliminari Gianluigi Zulian per l’interrogatorio di garanzia. Uno di loro, il 21enne, si trova agli arresti domiciliari in misura cautelare. La sua posizione è complicata da un precedente che gli contesta la Procura sempre per rapina. Gli altri giovani sono invece sottoposti all’obbligo di firma. I fatti risalgono a un paio di mesi fa, al 6 aprile scorso per la precisione.L'aggressione Era un lunedì pomeriggio. Il gruppetto di giovani si trovava fuori dal kebab Buonissimo, in Riviera Santa Margherita, all’imbocco di via Roma, che fino a qualche mese fa ricadeva in piena zona rossa. Dentro l’esercizio c’era invece un’altra compagnia di ragazzi, anche loro giovani, prevalentemente di origine africana. Uno di questi, un 19enne camerunense, aveva lasciato il monopattino elettrico parcheggiato proprio fuori dal locale. Nel frattempo, era entrato per ordinare da mangiare insieme agli amici.È proprio attorno al monopattino, dal valore di oltre 300 euro, che ruota l’intera vicenda. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, il 18enne e i due 21enni, insieme alla 16enne, hanno approfittato del fatto che il proprietario del mezzo si trovasse all’interno del negozio per impadronirsi del monopattino. Se non che, proprio in quel momento, il ragazzo è uscito e ha visto il gruppetto di giovani armeggiare col suo mezzo. Il 19enne non ci ha più visto ed è andato su tutte le furie, iniziando a inveire contro i tre.La denuncia Che, per tutta risposta, sempre secondo quanto ricostruito dalla Procura, si sono scagliati contro il proprietario del monopattino colpendolo con calci e pugni al volto e al corpo e puntandogli contro un coltello a serramanico, all’altezza del torace. Dopodiché sono fuggiti a bordo dell’auto del 21enne, caricandoci il monopattino. La vittima non ha perso tempo e si è subito recata a raccontare tutto alle forze dell’ordine, sporgendo denuncia. In poco tempo, gli agenti sono risaliti ai quattro ragazzi. A incastrarli le videocamere di sorveglianza della zona, che hanno ripreso alcuni frammenti della scena. E la testimonianza della vittima, che ha riconosciuto i suoi (presunti) aggressori.In tribunale Così sono scattate anche le misure cautelari nei confronti dei tre ragazzi. Per due l’obbligo di firma. Per il 21enne, a cui viene contestata la recidiva per un precedente sempre per rapina, gli arresti domiciliari. Ieri in aula al tribunale di Treviso, per l’interrogatorio di garanzia, si sono presentati solo il 18enne e il 21enne (non è comparsa la ragazza maggiorenne). Se il primo si è avvalso della facoltà di non rispondere, il secondo ha invece scelto di parlare davanti al gip Zulian. E ha raccontato la sua versione della storia: «Quel ragazzo ha cercato di aggredire una nostra amica. Così è nata la lite. Poi noi ce ne siamo andati» ha detto in sintesi. E sul monopattino: «Pensavamo che fosse di un nostro amico, si somigliano tutti».Sempre secondo quanto racconta il giovane poi, una volta che lui e gli amici sono saliti in auto, il proprietario del monopattino «ha scagliato un sampietrino contro la mia macchina». Una versione che però il ragazzo dovrà provare in aula.






