di
Salvatore Riggio
Aveva 86 anni. Da atleta vinse 5 titoli con Boston. Da tecnico guidò Milwaukee Bucks, New York Knicks, Dallas Mavericks e Golden State Warriors con ben 1335 vittorie. Fu anche campione del mondo nel 1994 al timone del Dream Team II
Il mondo del basket perde uno dei suoi padri più rivoluzionari. All’età di 86 anni è morto Don Nelson, autentica leggenda della Nba. La sua carriera da allenatore ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dello sport. A dare il triste annuncio è stata la famiglia: «Domenica mattina il nostro amato marito, padre, nonno e bisnonno Don Nelson è serenamente tornato al Signore, circondato dall’affetto della sua famiglia. Durante la sua ultima settimana, amici e parenti lo hanno circondato d’amore, condividendo la benedizione della sua amicizia e rievocando ricordi preziosi», si legge nella nota. Già prima di sedersi in panchina, Nelson era stato un vincente, conquistando cinque anelli da giocatore con i Boston Celtics, franchigia che nel 1978 ha ritirato la sua iconica maglia numero 19.
Ma è nel ruolo di coach che «Nellie» ha riscritto le regole del gioco. Entrato nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame nel 2012, ha collezionato 1.335 vittorie nella stagione regolare – un primato storico superato solo da Gregg Popovich nel 2022 – guidando per 31 stagioni Milwaukee Bucks, New York Knicks, Dallas Mavericks e Golden State Warriors. Tre volte allenatore dell’anno e campione del mondo nel 1994 al timone del Dream Team II, non è mai riuscito a raggiungere le Finals Nba, ma il suo impatto tattico ha superato qualsiasi trofeo. Nelson ha inventato concetti oggi fondamentali come la «Nellie Ball»: quintetti piccoli per costringere gli avversari a giocare gare diverse da quelle preparate, ritmi vertiginosi, giocatori fuori posizione. Ed è considerato uno dei pionieri del «point forward». In sostanza, Don Nelson non obbligava la guardia a portare palla, ma faceva iniziare il gioco a un’ala fisicamente più grande. «Don è stato un vero innovatore. Gran parte di ciò che oggi è considerato normale nella Nba moderna ha avuto origine dal modo nel quale Nellie interpretava il gioco», questo il ricordo dell’allenatore dei Warriors, Steve Kerr.










