A Shanghai, un progetto per ridurre gli ingorghi: barriere mobili alimentate a energia solare e controllate a distanza. Possono modificare la distribuzione delle corsie per aumentare lo spazio nella direzione più trafficata

Shanghai è una delle metropoli più 'trafficate' del mondo

Non c'è Nazione al mondo che sta studiando maggiormente come gestire i flussi di traffico quanto la Cina. E' qui che la tecnica delle corsie 'a marea' continua a evolversi, prendendo a esempio metropoli comeNanchino e Yinchuan dove è già normalità. Il nome, evocativo e fortemente simbolico, deriva dal comportamento stesso del sistema: come una marea che avanza o si ritira, così queste corsie modificano la loro configurazione a seconda della pressione del traffico. Il risultato è una gestione dinamica ed efficiente della viabilità, capace di assorbire i picchi in modo flessibile. Durante le ore di punta, quando un’inusitata quantità di veicoli si riversa nelle strade, le corsie a marea espandono la carreggiata in uno dei due sensi di marcia, restringendola simultaneamente nella direzione opposta se questa risulta meno trafficata. Come avviene ? Lungo le arterie interessate, viene installata una barriera spartitraffico automatizzata, resa ben visibile da luci lampeggianti e indicazioni luminose. Tale elemento si sposta lateralmente, cambiando posizione in base al flusso veicolare rilevato da una rete capillare di sensori. La segnaletica orizzontale, in giallo, delinea le aree coinvolte nella riconfigurazione della carreggiata.