L'impegno preso da Meloni potrebbe diventare un boomerang: il governo si è impegnato a 16 mila espulsioni, ma l'anno scorso ne ha fatte meno di 7 mila. Il problema della Somalia e la risposta di Piantedosi sulle Ong

La Germania di Friedrich Merz vuole che l’Italia si riprenda i migranti secondari. Cioè quelli transitati nei land tedeschi dopo l’arrivo da noi. Insieme a noi, con lo stesso problema c’è la Grecia. Mentre la Commissione Europea dice che dall’entrata in vigore del nuovo patto migranti, il 12 giugno, 8 paesi hanno chiesto a Roma di riaccogliere 12 migranti. Ma nessuno è rientrato. Il Viminale dice che l’accordo che l’8 dicembre scorso in sede di Consiglio Ue ha di fatto azzerato il contenzioso sui cosiddetti “dublinanti” (circa 60 mila). Prevedendo un bilanciamento con la mancata solidarietà dell’Europa a fronte dei 340 mila ingressi irregolari avvenuti in Italia da quando c’è il governo Meloni. Ma questo riguarda il pregresso. Dal 2026 l’accordo non c’è più. E Berlino fa sapere: «Ci aspettiamo che l’Italia se li riprenda».

Il problema dei Dublinanti

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, scrive Repubblica, solleva ancora l’argomento della compensazione. Sostenendo che molte imbarcazioni di Ong che battono bandiera di paesi europei come la Germania fanno sbarcare poi i migranti sul loro territorio. Ma le Ong sono organizzazioni private, che non prendono ordini dal governo tedesco e quindi non si capisce la ratio della compensazione. C’è anche una contestazione sull’intesa stessa. Secondo Berlino la Germania può rimandare in Italia i migranti arrivati dopo la firma dell’intesa a dicembre 2025. Secondo Roma la data giusta è il 12 giugno, ovvero quando è entrato in vigore il nuovo patto. C’è anche un caso zero. Una cittadina somala che la Germania vorrebbe riconsegnare all’Italia all’alba del prossimo 19 agosto: era arrivata in Assia il 31 marzo. Per Roma, non ci sono le condizioni per l’espulsione.