Dagli insulti alla pubblicazione non autorizzata di foto: sono molte le forme di violenza di cui si può rimanere vittime. Ma quando si subisce un reato nella piazza virtuale, è bene reagire come se si fosse a casa

di

Fiorenza Sarzanini

Insulti, raffica di messaggi aggressivi, pubblicazione di foto non autorizzate: nel mondo dei social capita sempre più spesso di rimanere vittime di vere e proprie forme di violenza verbale che fa presto a trasformarsi in violenza psicologica. Ecco perché è importante denunciare, segnalare, chiedere a chi si occupa di sicurezza di intervenire.

Ivano Gabrielli, capo della polizia postale, è uno dei massimi esperti di questo settore. E non lascia spazio a equivoci: «I reati d’odio non possono essere sottovalutati né ricondotti a mere manifestazioni di intolleranza. Segnalare tempestivamente tali episodi alle Forze di polizia è fondamentale, poiché tali condotte possono rappresentare importanti indicatori di fenomeni criminali più gravi e complessi, talvolta connessi a dinamiche di radicalizzazione, discriminazione o violenza. Denunciare significa non soltanto tutelare le vittime, ma anche consentire alle istituzioni di intervenire precocemente, prevenire possibili escalation e rafforzare la sicurezza dell’intera collettività».