Per 40 anni, le Han Kuang sono state il momento in cui Taiwan mostrava di possedere un esercito in grado di difendersi. Oggi iniziano invece a raccontare in che modo dovrebbe continuare a funzionare un'intera società mentre combatte. La 42esima edizione delle esercitazioni annuali della Repubblica di Cina, nome ufficiale entro cui il governo di Taipei esercita la sua autonomia dalla Cina continentale, è iniziata il 5 agosto e si concluderà il 14 agosto. Dieci giorni e nove notti in cui la portata e il significato delle manovre acquisiscono nuove dimensioni, sconfinando dal tradizionale show militare al test di resilienza civile.

Per la prima volta vengono simulate contemporaneamente operazioni militari, continuità industriale, tenuta delle infrastrutture digitali, mobilitazione della popolazione, coordinamento tra governo centrale ed enti locali e persino il rallentamento deliberato della rete mobile per milioni di persone. È una differenza sostanziale. Fino a pochi anni fa, le Han Kuang erano spesso criticate perché troppo prevedibili. Gli scenari erano ampiamente preparati, i comandanti conoscevano in anticipo la maggior parte degli eventi, molte esercitazioni finivano per verificare procedure già pianificate più che la capacità di reagire all'imprevisto. Le guerre in Ucraina e in Asia occidentale, insieme al costante rimodellamento dello status quo operativo intorno a Taiwan dopo la visita di Nancy Pelosi dell'agosto 2022, hanno accelerato una revisione già avviata.