Di: Lorenzo Lamperti, collaboratore RSI da TaipeiTaiwan prova a immaginare cosa accadrebbe se la pressione militare di Pechino si trasformasse in qualcosa di più. Fino al 14 agosto si svolgono le esercitazioni annuali Han Kuang, con cui dal 1984 l’isola mette alla prova la capacità di reagire a un eventuale attacco della Cina continentale.Scenari sempre più realisticiIn passato, si trattava di una sorta di show realizzato tra basi militari e infrastrutture strategiche. Ora, invece, le manovre assumono contorni sempre più realistici. Il ministero della Difesa ha costruito uno scenario in cui Pechino sfrutta le sue periodiche esercitazioni militari per mascherare i preparativi di un’invasione. Da lì, si sviluppano dieci giorni di simulazioni: mobilitazione delle forze, protezione delle infrastrutture energetiche, contrasto agli sbarchi, difesa dell’entroterra e capacità di sostenere un conflitto prolungato.Le novitàDebutteranno i carri armati americani M1A2T Abrams e il Coastal Combat, il comando che riunisce missili antinave, radar, sorveglianza costiera e sistemi senza pilota. Per la prima volta saranno mobilitate a pieno organico anche due brigate di riservisti, circa 5’000 uomini, chiamati a verificare tempi e modalità di una mobilitazione su larga scala. Verrà simulato il trasferimento delle linee di produzione militare e la riconversione di aziende civili alla fabbricazione di equipaggiamenti per la difesa: anche qui un inedito.Test di allerta aerea e ciberattacchiCome ogni anno, spazio anche ai test di allerta aerea: al suono delle sirene, chi si trova in strada sarà invitato a recarsi nei rifugi sotterranei più vicini. Per la popolazione, la novità più visibile sarà però un’altra. Durante le esercitazioni di difesa civile, in alcune aree dell’isola la velocità della rete mobile verrà deliberatamente ridotta per circa trenta minuti sia il 10 che il 13 agosto. La simulazione serve a capire come reagirebbero reti, istituzioni e cittadini nel caso di ciberattacchi o di un’interruzione delle comunicazioni.È un dettaglio che racconta come sta cambiando il modo in cui Taipei pensa alla propria sicurezza. Accanto ai carri armati, ai missili e ai jet entrano sempre più spesso reti elettriche, data center, logistica, catene di approvvigionamento e continuità dei servizi. Un cambio di paradigma dal duplice obiettivo. Primo: alzare la consapevolezza dei rischi nella popolazione. Secondo: dimostrare agli Stati Uniti che si sta investendo nella capacità di difesa.Secondo gli analisti restano delle lacuneSecondo diversi analisti, restano però delle lacune, sia nella capacità di approvvigionamento di armi che nel loro dispiegamento. Taiwan attende anche la consegna (in ritardo) di diverse armi già acquistate dagli Stati Uniti e il via libera a un nuovo maxi pacchetto, congelato da Donald Trump durante la tregua con Xi Jinping. La questione è anche interna. L’opposizione taiwanese propone un rilancio del dialogo con il Partito comunista e si oppone a un riarmo giudicato eccessivo. Nei mesi scorsi, un budget speciale per la difesa proposto dal governo (che Pechino considera secessionista) è stato tagliato, così come un programma per lo sviluppo di droni militari autoctoni.01:41RG 12.30 del 04.08.2026 - Xi Jinping e i vertici a Beidaihe: il servizio di Lorenzo LampertiRSI Info 04.08.2026, 17:25
Taiwan, dieci giorni per testare la capacità di difesa - RSI
Fino al 14 agosto Taiwan testa la difesa con le esercitazioni Han Kuang: carri Abrams, riservisti, cyberattacchi simulati e reti mobili rallentate.











