«La bellezza femminile è il motivo per il quale gli uomini hanno cercato di convertire la brutalità animale dell’attrazione erotica in qualcosa di spiritualmente più elevato». È un viaggio attraverso la sensualità del corpo, degli sguardi e dei tormenti della donna nella rappresentazione artistica dal ‘500 al ‘900 quello realizzato da Vittorio Sgarbi con Figure di donna. Tesori d’arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi. Una selezione tematica di 35 opere, tra dipinti e sculture, esposte da oggi al Castello dei Clavesana ad Andora. La mostra, curata dal critico d’arte assieme a Pietro Di Natale, vede la presenza di artisti che vanno da Artemisia Gentileschi a Guido Cagnacci, da Francesco Prata a Ignaz Stern, da Carlo Bononi fino a Renato Bertelli. Opere da guardare per essere ascoltate perché, come spiega Sgarbi, «le opere d’arte servono a sedurci con un linguaggio muto». Se, come scrive nel catalogo della mostra, l’arte è femminile, e l’arte è bellezza, come definirebbe la bellezza femminile?«La bellezza femminile è il motivo per il quale gli uomini hanno cercato di convertire la brutalità animale dell’attrazione erotica, in qualcosa di spiritualmente più elevato attraverso l’elaborazione culturale (ovviamente non solo in arte, ma anche in letteratura, nel teatro, nel cinema). Le donne hanno trovato anche dei vantaggi in questo, riconoscendo che attirare eroticamente potesse essere una forma di potere da esercitare sui maschi in modo da limitarne un dominio altrimenti assoluto».
Sgarbi:“La bellezza autentica è legata all’anima. Oggi la donna è rappresentata come merce”
Il critico d’arte: «Il Castello di Andora diventerà una residenza estiva per le opere della mia famiglia»








