JESOLO - «Non basta dire che "non si chiudono": occorre prevenire, controllare e intervenire». Tuffi dai pontili: il tema in città continua a far discutere, soprattutto dopo il tuffo mortale costato la vita a un 17enne trentino, morto dopo 4 giorni di agonia. Il sindaco Christofer De Zotti ha già spiegato che questo non è il momento delle polemiche ma del dolore, senza escludere nuove campagne informative per il prossimo futuro. L'Associazione nazionale assistenti bagnanti (Anab), sollecita però maggiori controlli, ricordando che nei pontili, da sempre usati per distendersi al sole da turisti e residenti, sarebbe perfino vietato l'accesso, mettendosi comunque a disposizione per un confronto con la stessa amministrazione comunale e forze dell'ordine.
Campagna choc «Da anni assistiamo a incidenti, alcuni dei quali gravissimi, provocati da tuffi dai pontili - dice il presidente Guido Ballarin - Un fenomeno che si verifica durante il giorno, quando il servizio di salvamento può intervenire, ma che diventa ancora più pericoloso nelle ore serali e notturne, quando il rischio aumenta e la possibilità di prevenire comportamenti irresponsabili si riduce drasticamente. Non possiamo continuare ad aspettare che accada qualcosa per poi intervenire. Lo ribadiamo ancora oggi: siamo disponibili a sederci intorno a un tavolo con l'Amministrazione, con le forze dell'ordine e con tutti i soggetti interessati, per individuare insieme soluzioni concrete». Ad essere ricordata è anche la campagna di sensibilizzazione avviata nel 2023 con la campionessa Tania Cagnotto. «Un plauso, da parte nostra, va sicuramente alla campagna realizzata nel 2023 - prosegue Ballarin - ma dobbiamo anche avere il coraggio di riconoscere una cosa molto semplice: se ancora oggi le persone continuano a tuffarsi, significa che quella comunicazione non è più sufficiente. La prevenzione non può essere una campagna una tantum. La città accoglie ogni stagione un numero enorme di turisti e, ogni anno, arrivano persone nuove che non necessariamente conoscono i pericoli del nostro litorale, la conformazione dei fondali e le conseguenze che può avere un tuffo da un pontile». Più controlli La comunicazione sulla sicurezza deve quindi essere riproposta ogni anno, con strumenti moderni, visibili e comprensibili, soprattutto nei punti maggiormente esposti al rischio. «Se vogliamo - continua - che i pontili continuino a rappresentare una caratteristica importante del litorale jesolano, allora è arrivato il momento di prendersene cura in maniera adeguata. La segnaletica deve essere leggibile, visibile anche nelle ore serali e mantenuta». A far discutere sono anche i cartelli di divieto d'accesso e di divieto di tuffarsi. «Se esiste un divieto - conclude il presidente di Anab - qualcuno dovrebbe farlo rispettare». In consiglio La questione, intanto, approda anche tra i banchi del Consiglio comunale grazie al consigliere Daniele Bison (Futuro Nazionale): «Mi auguro che a nessuno venga in mente di chiudere i pontili - è il suo commento - piuttosto va avviata una nuova campagna di sensibilizzazione, anche con immagini choc installate nei pontili. I divieti? L'impressione è che nella nostra città ci siano diverse ordinanze, ma che poi le stesse non vengono fatte rispettare o lo sono in parte».







