CHIOGGIA (VENEZIA) - Domenica mattina, verso mezzogiorno, un cinquantenne del Piovese si è tuffato in mare nella zona vicina ai bagni Minerva, all’altezza del palo che contrassegna il limite delle cosiddette “acque sicure”, pensando che l’acqua fosse abbastanza alta per potersi permettere un tuffo. A quell’ora la marea era però al minimo e l’uomo ha sbattuto violentemente il capo sul fondo rimanendo immobile per più di qualche secondo.

IL FATTO Dopo la tragedia di Jesolo – con la morte del diciassettenne a seguito di un tuffo da un pontile di Jesolo – fortunatamente in questo caso la situazione si è sviluppata in modo molto diverso. L’intervento dei bagnini è stato immediato. Il primo a muoversi è stato il guardia spiaggia della torretta 7, nella zona dei bagni Minerva e, richiamati grazie al ponte radio che li mette in comunicazione, i bagnini della torretta 6 e 8, accorsi per dare una mano. Nello stesso momento è stata allertata anche l’unità cinofila, attiva nel fine settimana nella zona del Cayo Blanco. Nella stessa zona erano in servizio anche le moto d’acqua della polizia di Stato. Tutti hanno contribuito alle operazioni di soccorso. Una volta riportato l’uomo a riva, è stato immobilizzato. Nel frattempo sul posto era già arrivato anche il personale medico del Suem 118 con l’ambulanza: dopo gli accertamenti del caso, il cinquantenne è stato trasferito al pronto soccorso. L’uomo dava già segno di essersi ripreso. Mentre i sanitari lo caricavano in ambulanza, sulla barella l’uomo aveva già ripreso a muovere gli arti. Come fa notare il presidente Ascot, Giorgio Bellemo: «Sono stati in tanti ad avvicinarsi durante le fasi di soccorso. Non curiosi, ma uomini e donne che si sono presentati come medici o infermieri, persone disponibili a dare un aiuto, dimostrando una solidarietà a cui non siamo più abituati. I Bagnini sono stati molto bravi e molto professionali – prosegue Bellemo – hanno dimostrato molto sangue freddo». L’uomo, sottoposto ad accertamenti ed esami specifici in ospedale, non sembra abbia subito gravi conseguenze a causa del forte colpo, si dovrebbe quindi rimettere in breve. I PRECEDENTI Il personale di salvataggio ha dovuto fare numerosi interventi nel corso di questa stagione, non ancora finita. Purtroppo non tutti sono andati a buon fine. Negli ultimi giorni un uomo, Giuseppe Bertin, 89enne di Cologna Veneta, a Verona, è deceduto mentre faceva una passeggiata in riva al mare. Nulla hanno potuto fare i tentativi di soccorso. La stessa cosa era capitata a fine luglio: una donna di 83 anni di Marano Vicentino, Angelina Capovin, era deceduta per un malore mentre faceva una passeggiata lungo la battigia. Sempre a fine luglio una vita è stata salvata, invece, a Isola Verde, dove i bagnini hanno soccorso un 47enne straniero colpito da un malore mentre era in acqua. In tutti i casi, i guardia spiaggia si sono dimostrati organizzati e consapevoli del loro ruolo determinante, dell'importanza della tempestività di agire mettendo in pratica tutte le prime manovre salvavita. I bagnino hanno sempre a loro disposizione defibrillatori e bombole d'ossigeno.