Massa, 10 agosto 2026 – A Massa l’acqua costa cara, anche quando non arriva al rubinetto. È il paradosso che emerge dal rapporto su tariffe e qualità del servizio idrico in Toscana stilato da Cittadinanzattiva: nel capoluogo apuano una famiglia di tre persone spende 733 euro l’anno per 182 metri cubi d’acqua, mentre il 65,3% dell’acqua immessa nella rete va perso prima di arrivare agli utenti. Due numeri che fotografano un problema noto, ma che messi uno accanto all’altro fanno un certo effetto.
La bolletta: Massa a metà classifica
La cifra della bolletta non è la più alta della Toscana, ma resta consistente. Massa si colloca a metà della graduatoria dei capoluoghi: davanti ci sono Grosseto e Siena, entrambe a 821 euro, Pisa a 817, Livorno a 805 e Arezzo a 795. A Firenze, Pistoia e Prato la spesa simulata è di 757 euro. Dietro Massa ci sono invece Carrara, con 612 euro, e Lucca, con 556. La differenza tra i due comuni apuani è quindi di 121 euro all’anno a parità di consumo ipotizzato. Per una famiglia che riduce il consumo a 150 metri cubi, la spesa a Massa scende a 563 euro.
Il record negativo delle perdite
Poi c’è il dato della rete, quello che porta Massa in cima alla graduatoria meno desiderabile. Il 65,3% di acqua che viene sprecata è il valore più alto tra i capoluoghi toscani. Prato è al 49,2%, Pistoia al 46,6%, Grosseto al 46%; Pisa è al 33,6%, Lucca al 28,7%, Livorno al 19,6%, Siena al 17,3% e Arezzo al 16,6%. Per Carrara il rapporto non fornisce un dato separato.







