Paolo Maldini spiega cosa avrebbe fatto qualora fosse stato messo nelle condizioni di proseguire il suo lavoro da Direttore Tecnico dell’Italia.
Paolo Maldini sarebbe ripartito da una cosa su tutte nella ricostruzione del calcio italiano, se il suo ruolo di Direttore Tecnico dell'Italia non fosse stato interrotto ancora prima di cominciare a causa del venir meno del "rapporto basato sulla fiducia" col presidente della FIGC Gianni Malagò, in seguito alla stroncatura della nomina di Andrea Pirlo come nuovo CT dell'Italia. Il talento individuale, la scintilla tecnica pura, ovvero nella visione di Maldini l'essenza stessa dell'essere calciatore: questo manca, e da parecchio tempo, nel calcio sdrucito di casa nostra. Senza materia prima, hai voglia a parlare di politica sportiva e massimi sistemi.
Paolo Maldini cita l'esempio dei figli Christian e Daniel nelle giovanili del Milan: "Si parla solo di tattica" Il 58enne ex capitano del Milan sa di cosa parla, perché ha visto coi suoi occhi cosa succede nelle squadre giovanili italiane, dove il talento non solo non viene coltivato, ma viene schiacciato. E lo ha visto proprio nel club rossonero, attraverso gli occhi dei suoi due figli Christian e Daniel. "Tecnicamente siamo un Paese che non crea più giocatori di talento – è il peccato originale indicato da Maldini al ‘Corriere della Sera' – Qualcosa non funziona a livello sistemico. I miei figli l'hanno visto nelle giovanili del Milan: si parla solo di tattica. Se un ragazzo ha talento, è un problema. Ma questo va contro le regole del calcio moderno. Volevamo coinvolgere tutti per cambiare norme e regolamenti nel minor tempo possibile".











