Vigevano. Dritan Qafa resta in carcere e prepara la sua prossima mossa davanti al giudice. A mesi dalla sparatoria di fine aprile a Vigevano, il 50enne è ancora detenuto a Pavia e, attraverso il suo difensore Carlo Fontana, ha chiesto di poter accedere al rito abbreviato. Una scelta che, in caso di condanna, consentirebbe di ottenere uno sconto di un terzo sulla pena. La decisione sulla richiesta arriverà nei prossimi mesi, mentre restano pesanti le accuse contestate all’uomo: tentato omicidio plurimo, porto abusivo di arma da fuoco, violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale. Tutto era iniziato nel pomeriggio di fine aprile, quando Qafa, secondo la ricostruzione degli inquirenti, aveva imbracciato un fucile a canne mozze modificato e aveva sparato contro l’abitazione di una vicina di casa, in via Gravellona. Almeno un colpo aveva raggiunto la casa e due persone erano rimaste ferite, fortunatamente in modo non grave. Poi erano state ore di paura e tensione, con l’uomo asserragliato nel cortile e ancora armato. La situazione si era conclusa soltanto con l’intervento delle forze speciali della polizia e il suo arresto. L’arresto era stato successivamente convalidato. Qafa aveva scelto di non rispondere alle domande del giudice. Al suo legale aveva invece riferito di non ricordare quanto accaduto. A rendere ancora più delicata la vicenda c’è poi un precedente. Nel giugno 2024, sempre nello stesso cortile, erano stati esplosi colpi di arma da fuoco contro un altro vicino, che in seguito aveva lasciato l’immobile di via Gravellona. Per quell’episodio Qafa era stato sottoposto a misure restrittive, tra cui il divieto di avvicinamento alle persone offese. Poche settimane prima della nuova sparatoria, però, alcune limitazioni erano state allentate. Ora la difesa punta sul rito abbreviato.L’avvocato Fontana aveva già parlato di un gesto disperato e di un possibile intento suicidiario più che della volontà di fare del male agli altri. Sarà il processo a chiarire cosa sia realmente accaduto quel pomeriggio e, soprattutto, quale responsabilità attribuire a Qafa per quegli spari che avevano riportato paura nel cortile di Vigevano.