La sua «cartolina di leva», per la stagione della monda, l'aveva portata a Vercelli durante la guerra, quando aveva appena 18 anni. Dalla bassa emiliana alle Terre d'Acqua: ed era stato amore a prima vista. Dalla città del riso non se ne è mai voluta andare e qui si è conclusa, con la serenità che aveva accompagnato gli ultimi anni, la lunga vita di Diva Bertasi, orgogliosa ex mondina centenaria. Lo scorso 27 aprile aveva tagliato il traguardo del secolo di vita: lucidissima, allegra e tenace aveva festeggiato con i parenti più stretti e poi con le amiche del centro anziani di Villa Sereno, dove ogni giorno andava a giocare a scala 40. Aveva tanti ricordi e tanti racconti da condividere: aneddoti di una vita fatta di lavoro e solidarietà. Lo aveva fatto anche il giorno del suo compleanno, recandosi personalmente in Comune per incontrare il sindaco, Roberto Scheda. Sesta di 14 figli, Diva Bertasi era nata a Brescello, in Emilia. Durante la guerra, mentre era operaia in una fabbrica della zona, era stata precettata per la stagione della monda. E si era innamorata delle risaie vercellesi, della luce, dei silenzi della campagna. A Villarboit aveva conosciuto il suo futuro marito, un giovane del bresciano, e dopo la guerra avevano deciso di sposarsi e trasferirsi nel vercellese. Erano stati i tecnici della troupe del film «Don Camillo», che in quei giorni si stava girando a Brescello, a fare da testimoni alle sue nozze.
Vercelli dice addio a una delle ultime mondine: Diva Bertasi aveva 100 anni
A maggio era stata festeggiata in Comune. Originaria di Brescello, da ragazza aveva scoperto le risaie piemontesi e non se n’era più andata. I suoi testimoni d…






