I controlli sono scattati nei porti e negli aeroporti spagnoli, dalla mezzanotte del sette agosto, per i viaggiatori provenienti dall’Italia. Un salto all’indietro di 31 anni, fino al 1995, quando gli europei conquistarono il diritto di viaggiare nel Vecchio Continente senza controlli alla frontiera, grazie agli accordi di Schengen. La mossa di ripristinare le verifiche era stata annunciata dal governo Sanchez, in ritorsione alle misure analoghe prese da Roma dopo la crisi migratoria di Ceuta. Non si segnalano file o disagi particolari per i connazionali (i controlli a campione vengono effettuati sul 5-15% dei passeggeri), ma la Farnesina ha rafforzato l’assistenza consolare. I controlli, a meno di novità, resteranno in vigore fino al 7 settembre. Mentre l’Ue cerca di mediare tra Spagna e Italia, il decreto del ministero degli Interni di Madrid è stato pubblicato nella Gazzetta della Repubblica spagnolo. Il provvedimento accusa l’Italia di “carenze” nell’applicazione delle nuove norme europee sul diritto d’asilo.
Le storie dei passeggeri: “Molto strano, spero che questa situazione finisca al più presto”
“E’ stato molto strano: già sull’aereo le hostess ci hanno detto che non potevamo scendere a terra senza mostrare i documenti alla Polizia. Gli agenti poi non ci hanno controllato il passaporto, hanno solo visto che lo avessimo in mano, in modo che potessimo entrare nel Paese”. E’ il racconto di una passeggera italiana sbarcata con il primo volo da Roma, più disorientata che infastidita, rilasciata alla tv pubblica spagnola. Un tuffo nell’era pre-Shengen.











