Ci saranno italiani, cittadini Schengen magari con passaporto scaduto, che decideranno di non partire per la Spagna perché temono che la carta d’identità non basti. È una delle assurde conseguenze della misura di controllo in porti e aeroporti dei viaggiatori provenienti dal nostro Paese, entrata in vigore alla mezzanotte di sabato, che il governo di Pedro Sánchez ha dichiarato di voler mantenere fino al 7 settembre.

Il ministero dell’Interno, che fa capo a Fernando Grande-Marlaska, ha scritto su X di averlo dovuto fare «di fronte alla persistente pressione migratoria irregolare che subisce il Paese», cioè l’Italia. Una balla colossale. In realtà, è una ritorsione alla decisione del premier, Giorgia Meloni, che ha temporaneamente sospeso l’area Schengen nei collegamenti tra Italia e Spagna, dopo la crisi migratoria di Ceuta.

«Controlli sui voli dall’Italia»

Ieri mattina, tutti i passeggeri in arrivo da Bologna sono stati controllati al Terminal 4 dell’aeroporto di Madrid-Barajas. «Ci hanno detto che non potevamo scendere dall’aereo senza mostrare i documenti», ha raccontato uno dei viaggiatori a Canal 24 Horas Tv. Dopo averli identificati, è stato loro permesso di sbarcare. Un italiano ha dichiarato a Tve che la compagnia aerea Iberia gli aveva inviato una mail, il giorno prima della partenza, informando che probabilmente sarebbero stati effettuati controlli di sicurezza.