In pieno agosto, all'apice del flusso dei viaggi verso l'estero, l'Italia torna indietro di quasi 30 anni, almeno rispetto alle politiche migratorie con la Spagna. Dal 27 ottobre 1997, infatti, il nostro Paese è entrato operativamente a far parte del sistema di libera circolazione tra gli Stati dell'area Schengen. Ma dopo la crisi migratoria a Ceuta, l'exclave spagnola in Marocco, il governo di Giorgia Meloni ha deciso dal primo agosto di sospendere per un mese il trattato di Schengen con la Spagna e, di conseguenza, dalla mezzanotte di sabato Madrid ha reintrodotto i controlli alle frontiere per i cittadini partiti dall'Italia che sbarcano in 7 aeroporti iberici: Madrid Barajas, Barcellona El Prat, Malaga, Siviglia, Bilbao, Alicante e Valencia. Verifiche che saranno estese nelle prossime ore agli scali delle Isole Baleari e delle Canarie.

I principali aeroporti italiani di origine i cui voli sono soggetti a questi controlli sono: Fiumicino e Ciampino a Roma, Malpensa a Milano, Napoli, Venezia e Firenze. Un elenco che si allungherà nei prossimi giorni. Per quanto riguarda i porti, saranno interessati tutti quelli del Mediterraneo che accolgono navi da crociera, come Barcellona, Valencia, Ibiza e Maiorca.Tali misure vengono applicate in modo casuale e rimarranno in vigore fino alla mezzanotte del 7 settembre, «a meno che - spiegano dal governo di Pedro Sanchez - un cambiamento delle circostanze che ne hanno determinato l'adozione non giustifichi una modifica di tale periodo».L'unità di crisi Ieri il ministro spagnolo degli Interni, Fernando Grande-Marlaska, ha notificato alla Commissione europea la decisione di sospendere per un mese l'accordo di Schengen con l'Italia. La motivazione ufficiale è riconducibile «alla pressione migratoria registrata sulla rotta del Mediterraneo centrale che interessa la Repubblica italiana e i suoi effetti su diversi Stati membri a causa dell'attività delle reti di criminalità transfrontaliera legate all'immigrazione irregolare».Ma la Farnesina la definisce una «misura di ritorsione del governo Sanchez» nella nota con cui comunica di aver «rafforzato l'assistenza dei consolati e dei suoi uffici diretta ai connazionali presenti in Spagna o in viaggio» e di aver creato un canale Whatsapp dedicato: "Unità di Crisi-Spagna". Il Commissario europeo per gli Affari interni e le migrazioni, Magnus Brunner, ha reso noto di aver «avuto contatti sia con il ministro dell'Interno spagnolo che con quello italiano». «Entrambi hanno confermato che i controlli alle frontiere interne sono temporanei - ha scritto Brunner su X - Ho sottolineato i progressi che abbiamo compiuto nella lotta all'immigrazione clandestina e che la fiducia tra gli Stati membri è la nostra risorsa più preziosa».Circa un centinaio gli agenti della Polizia nazionale spagnola assegnati ai posti di frontiera. Ogni volo in arrivo dall'Italia è presidiato da un da due a quattro poliziotti, incaricati di verificare i documenti del 5-10% dei passeggeri. Ciò si traduce in una media di 15 persone controllate sui velivoli di medie dimensioni e circa 25 su quelli più grandi. I controlli sono casuali, volti a verificare che i cittadini di Paesi terzi soddisfino i requisiti stabiliti da Schengen, e avvengono all'uscita dall'aereo nel finger (il ponte di imbarco) o direttamente sulla pista.Solo nella giornata di ieri nell'insieme degli aeroporti iberici sono arrivati circa 250 voli dall'Italia, di cui 64 allo scalo di Madrid Barajas. «I controlli ai cittadini italiani - fanno sapere fonti della Polizia spagnola - non stanno ostacolando il transito delle persone né alterando le operazioni di sbarco nei porti e negli aeroporti». «In Italia non c'è alcun impatto sui flussi turistici in entrata e in uscita - fanno sapere fonti del Ministero del Turismo - Il ripristino dei controlli effettuati lungo la frontiera aerea e marittima con la Spagna riguarda infatti solo i cittadini di Paesi extra Ue per verificare se hanno una posizione regolare. Dunque la filiera del turismo è del tutto estranea alla vicenda».Di diverso avviso Fiavet, la più grande associazione di categoria del settore con 1.500 agenzie di viaggio e tour operator: «Sono scelte politiche ma constatiamo che non fanno bene al turismo, sia per chi vuole andare in Spagna, sia per gli spagnoli che vogliono venire in Italia. I controlli creano problemi: ci sono file, disagi nei servizi, nei collegamenti con gli Ncc». Le compagnie aeree o le agenzie online stanno inviando a chi ha acquistato i biglietti per volare in Spagna nelle prossime settimane il seguente messaggio: «Abbiamo bisogno di ulteriori informazioni per il check-in a causa delle restrizioni globali di viaggio».Le reazioni «La sospensione del trattato di Schengen è un protocollo ordinario - ha commentato il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci - Io avrei fatto di più, io avrei blindato le frontiere». «Meloni ha aperto un'inutile quanto dannosa crisi con la Spagna per cercare di recuperare consensi in Italia - ha precisato Angelo Bonelli, deputato di Avs - Usare il potere di presidente del Consiglio per fare propaganda contro un Paese come la Spagna, che ha sempre mostrato solidarietà all'Italia nei momenti difficili, da Lampedusa agli attacchi di Trump a Meloni, è inaccettabile. La questione di Ceuta è immotivata e falsa perché, come è noto, Ceuta non è area Schengen e i migranti non arrivano in aereo, tanto meno con il biglietto in prima classe».