La convivenza al volante si fa sempre più tesa e pericolosa, delineando il profilo di “una violenza che sembra dilagante, che fa paura”, come dichiarato da Giordano Biserni, presidente dell’Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale). L’ultimo episodio drammatico si è consumato a Lanzo Torinese, dove un automobilista ha travolto due volte un gruppo di ciclisti ed è stato successivamente arrestato con l’accusa di tentato omicidio.
I dati raccolti dall’Osservatorio Asaps-Sapidata descrivono una crescita netta dei casi rispetto agli anni precedenti. Nel corso del 2025 si sono verificate 227 aggressioni gravi per liti stradali, che hanno causato nove vittime e 274 feriti, dei quali 102 (pari al 37,2%) con lesioni di massima gravità. Il dato mostra un peggioramento sensibile rispetto al 2024, quando le aggressioni censite erano state 183, con 11 morti e 243 feriti.
Tipologia delle armi e la mappa geografica delle aggressioni
L’analisi dell’associazione evidenzia come lo scontro verbale tra conducenti degenerate frequentemente nell’uso della forza o di armi. Nel 21,1% dei casi (48 episodi) gli aggressori hanno impiegato armi proprie come pistole e coltelli, mentre in 45 circostanze (19,8%) sono state utilizzate armi improprie tra cui mazze, cacciaviti, ombrelli o la vettura stessa usata come proiettile. Sul fronte dei soggetti coinvolti, in 21 occasioni (9,3%) uno dei protagonisti era di nazionalità straniera, mentre in 9 episodi (4%) è stato accertato lo stato di ebbrezza nell’imminenza del fatto.







