di
Salvatore Riggio
Il presidente della Figc: «Per Pirlo era tutto fatto, poi la storia del sito di scommesse russo. Non ci ho dormito la notte, ma ho preso la decisione più opportuna»
Una scelta inattesa segna l’inizio di una nuova era per la Figc. Al centro di questo rinnovamento c’è Diana Bianchedi. Sarà lei il nuovo capodelegazione della Nazionale: «Una scelta che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani – queste le parole di Giovanni Malagò, presidente della Federcalcio, nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport –. Il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni...». Si tratta di una svolta importante: «Rivoluzione culturale, direi. Essere vicepresidente vicaria del Coni e, allo stesso tempo, il volto istituzionale dell’Italia del pallone che viaggia è come rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi...».
Il percorso che ha portato a questo assetto e al ritorno di Roberto Mancini in panchina è stato un rompicapo di 50 giorni. Con tanto di dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo: «La decisione, sua e di Leonardo, di fare un passo indietro rientra in quella che io chiamo linearità di comportamento. È andata così». Complicata anche la pista di Andrea Pirlo: «Era tutto fatto, credetemi. Tutto pronto per l’annuncio, poi la storia della collaborazione di Andrea con un sito di scommesse russo. Cosa avrei dovuto fare? Non ci ho dormito. Però, sono convinto di aver preso la decisione più opportuna».










