Al pronto soccorso del Mauriziano, due sere fa, l’attesa per un paziente in codice verde ha superato le nove ore. Per un codice azzurro si è arrivati a sei ore. Intorno alle 20.30, lo schermo nella sala d’aspetto proiettava attese da oltre 300 minuti per almeno 10 pazienti. A spiegare cosa ha portato i tempi di attesa ad allungarsi così tanto è Domenico Vallino, direttore del dipartimento di emergenza e accettazione del Mauriziano. Venerdì l’attesa si è prolungata molto, cos’è successo?«È stata una “tempesta perfetta”. C'è stato un afflusso di utenti importante, l’emergenza caldo che continua a imperversare, urgenze sia in reparto di medicina d'urgenza che in area rossa del pronto soccorso contemporaneamente. Quindi le risorse disponibili sono state messe in condizioni critiche. I medici che erano presenti e in numero congruo rispetto ai normali turni, sono stati soggetti a un carico di lavoro imprevisto e importante». C’erano una settantina di pazienti, quanti medici erano operativi?«Quattro. I medici del boarding avevano finito il turno ed erano rimasti i medici di guardia. Due in accettazione, uno in area rossa e uno a disposizione per eventuali urgenze. Però, a fronte di più urgenze in contemporanea, l’accettazione dei codici verdi viene rallentata». Ci sono casi in cui sarebbe meglio non recarsi in pronto soccorso?«Tantissimi. C'è un utilizzo assolutamente improprio del pronto soccorso, tutti i tipi di problemi affluiscono nei pronto italiani. E di conseguenza, le risorse non sono illimitate. Bisogna scegliere attraverso il triage: ci sono casi che di urgenza non hanno nulla e, quindi, passano dopo gli altri. Poi è ovvio che se si potesse fare di più si farebbe. Però se non ci fosse questo affollamento quotidiano che attanaglia le medicine dell'urgenza italiane si lavorerebbe meglio. Io sono andato ieri sera alle 22 (l’altro ieri, ndr) a dare una mano ai colleghi, che erano in difficoltà, e sono tornato alle due di notte. Francamente, dei 25 pazienti che ho visitato, da pronto soccorso potevano essere cinque o sei. Il resto poteva aspettare il medico di base o la guardia medica». Però, anche a fronte dell’alta affluenza, questa è stata una situazione anomala. C’è stato qualche altro motivo che ha comportato le lunghe attese?«No, motivi particolari non ce ne sono stati. Ieri mattina ho visto la giornata partire tranquilla e poi a lungo andare c'è stato un accumulo di pazienti che è sfociato nel ritardo del pomeriggio. È stato un evento inatteso e casuale, fortunatamente non è la regola. C’è stato un insieme di fattori che ha provocato la situazione» Ovvero?«Un grande afflusso, spesso non giustificato, e un tipo di utenza fragile. Associati a urgenze interne di pazienti critici già ricoverati. Tutto ciò ha fatto sì che la macchina del soccorso si sia un po' inceppata». Verranno presi provvedimenti perché la situazione non si ripeta?«Il nostro impegno è quotidiano, con la direzione sanitaria e con la direzione generale, per affrontare i problemi. Esistono piani per il sovraffollamento. Ma quando c’è una mareggiata improvvisa che i sistemi meteo non prevedono, questa mette in crisi la navigazione. L'imprevisto esiste in tutti i campi».
Attese di 9 ore al Mauriziano, medici impotenti: “Crisi improvvisa a causa di emergenza e caldo”
Venerdì il pronto soccorso dell’ospedale si è trovato in difficoltà. Il direttore del dipartimento emergenza, Domenico Vallino: «C’erano solo 4 medici per 70 p…












