“Piena fiducia nella magistratura. La riapertura del pozzo di Cianciaramito e la consegna di acqua ai cittadini tramite i volontari con le loro autobotti è stata una decisione presa in un momento di profonda crisi idrica a Ravanusa. Ho semplicemente raccolto un grido disperato della mia gente che chiedeva di fare arrivare acqua nelle loro case. Un malumore collettivo che poteva sfociare anche in problemi per l’ ordine e la sicurezza pubblica. ”
Sono le parole di sindaco Salvatore Pitrola l’indomani dell’ avviso di garanzia che gli è stato notificato dalla Procura di Agrigento contestualmente al sequestro del pozzo di Cianciaramito.
In queste ore sono tantissimi i cittadini di Ravanusa che si sono stretti attorno al loro sindaco.
Pitrola ha avuto il “coraggio” di proclamare lo stato di crisi idrica in un momento in cui a Ravanusa non arrivava una goccia d’acqua a causa dei continui guasti lungo la condotta e la città era in piena emergenza con la gente esasperata.
“In queste ore – continua Pitrola – la protezione civile mi diffida per la consegna dell’autobotte che è stata finanziata al comune. Il sindaco spogliato di tutto quello che poteva fare per dare una mano d’aiuto alla stessa Aica.













