Dopo la sospensione in via cautelativa delle repliche estive di Report, la Rai avvia verifiche interne sul caso Ranucci: il faro è su quanto emerso dalle indagini che hanno spinto la procura di Roma a indagare Valter Lavitola per l'attentato al giornalista avvenuto a Pomezia lo scorso ottobre. "Un atto dovuto", sottolinea Viale Mazzini, "a tutela dell'azienda, delle persone coinvolte e dei principi del servizio pubblico".

Non si tratta di un audit - procedura complessa che avrebbe richiesto un'autorizzazione da parte della magistratura - per evitare il rischio di sovrapporsi alle indagini, ma dell'attivazione del Comitato etico, che dovrà valutare le eventuali violazioni del Codice aziendale. "Sono tranquillissimo", fa sapere Ranucci. "Il sottoscritto e la squadra di Report sono pronti ad affrontare l'ennesimo audit o verifiche, avendo già passato tutte le altre". E incalza: "Report merita rispetto". La linea dell'azienda - spiegano fonti di Viale Mazzini - è improntata alla cautela. Ranucci resta parte lesa nella vicenda, ma al vaglio ci saranno il metodo Report, i rapporti con le fonti e le collaborazioni. La Rai richiama le linee guida dell'Ebu e del Contratto di Servizio, che impongono "criteri netti e chiari" per il giornalismo d'inchiesta, come "imparzialità ed indipendenza", "accuratezza nello svolgimento delle inchieste". "verifica rigorosa delle fonti e alla gestione corretta di esse". Nello stesso tempo l'azienda "intende tutelare la propria immagine e quella del giornalismo del servizio pubblico fondato su professionisti che ogni giorno conducono con serietà, cura, professionalità e rispetto delle regole deontologiche il loro lavoro". Il Comitato Etico farà le sue valutazioni, poi spetterà all'Ad Giampaolo Rossi trarne le eventuali conseguenze. In ogni caso non si esclude che in futuro si possa aprire anche un audit se dovessero emergere elementi che ne richiedano l'attivazione.