Paolo Maldini ha rivelato alcuni retroscena sul suo addio alla Nazionale, facendo anche chiarezza sulla vera cifra d’ingaggio richiesta da Pep Guardiola per diventare ct dell’Italia. L’ormai ex direttore tecnico della Nazionale ha smentito che il tecnico catalano abbia chiesto 20 milioni di euro: “Ci ha detto: datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e io sono a posto”.

Il retroscena di Paolo Maldini su Guardiola ct dell'Italia

Non solo Pirlo: chi voleva Maldini come ct dell'Italia

Perché Maldini ha lasciato il ruolo di direttore tecnico della Nazionale

Il retroscena di Paolo Maldini su Guardiola ct dell’ItaliaPaolo Maldini, in un’intervista concessa al Corriere della Sera, ha confidato che Pep Guardiola è stato “molto tentato” dall’idea di diventare ct della Nazionale italiana ed “è andato molto vicino ad accettare“. “Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli”, ha rivelato Maldini, che ha aggiunto: “È stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su”.L’ormai ex direttore tecnico della Nazionale ha fatto anche chiarezza sullo stipendio richiesto da Guardiola, smentendo che abbia richiesto 20 milioni: “I soldi non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e sono a posto”.ANSAMaldini e Leonardo erano stati scelti da Malagò per la direzione tecnica dell'Italia.Stando a quanto dichiarato da Maldini, il vero motivo per cui Guardiola, alla fine, non ha accettato di diventare ct della Nazionale è che “vuole riposarsi”.Non solo Pirlo: chi voleva Maldini come ct dell’ItaliaNel corso dell’intervista, Paolo Maldini ha ribadito di aver fatto un tentativo anche con Carlo Ancelotti, spiegando però che il piano suo e di Leonardo era quello di puntare su “un allenatore giovane, che avesse avuto una storia in Nazionale”.I nomi erano tre: oltre ad Andrea Pirlo, “Daniele De Rossi e Fabio Grosso. Tre campioni del mondo. Il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi”.