di
Salvatore Riggio
Il tecnico dei blancos poi ha creato delle punizioni particolari per chi trasgredisce: sessioni di allenamento in solitudine, multe, «confinamento» a Valdebebas
L’arrivo di José Mourinho alla guida del Real Madrid ha segnato una svolta profonda nella gestione quotidiana del centro sportivo di Valdebebas. Per il tecnico portoghese ogni singolo dettaglio della giornata di un calciatore incide sul rendimento sul campo ed è per questo che ha scelto di azzerare la totale libertà di cui i giocatori godevano in precedenza. La sua filosofia non si basa su un mero autoritarismo, ma su una fermezza strategica volta a costruire la massima coesione del gruppo. Il controllo si estende a ogni aspetto della vita atleta: dall’alimentazione alla gestione degli infortuni, fino alla puntualità.
Un cambio di rotta significativo è stato l’obbligo dei pranzi condivisi tra squadra e staff tecnico subito dopo le sessioni di lavoro. Una consuetudine già sperimentata ai tempi del Benfica per cementare l’unione del gruppo e creare un clima di forte cooperazione, fondamentale dopo le recenti tensioni vissute dall’ambiente madrileno. Anche la nutrizione ha subito una stretta rigorosa: la figura del nutrizionista ha smesso di avere un semplice ruolo consultivo per iniziare a dettare un piano alimentare rigido sia per la colazione sia per gli spuntini, eliminando ogni concessione al libero arbitrio a tavola. Sul fronte della disciplina e della puntualità, il tecnico ha rivoluzionato il sistema di sanzioni. L’obbligo per tutti è presentarsi a Valdebebas con un’ora di anticipo rispetto all’orario fissato. Chi sgarra non paga subito una sanzione pecuniaria, ma viene punito con sessioni di allenamento in solitudine all’interno della palestra, ben isolato dai compagni.









