di
Silvia M.C.Senette
Mattia si era sentito male a 4 anni dopo aver mangiato formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli. Dopo 9 anni in coma è morto. «Io sono diventato ateo, mia moglie si è rifugiata nella fede»
«Hanno voluto la guerra, ora la combatto con una determinazione direttamente proporzionale al mio dolore finché non cambiano le cose. Se le condoglianze che la Federazione della Cooperazione ha espresso via telegramma sono sincere, toglieranno quel maledetto marchio di eccellenza a chi ha ucciso il mio Mattia. Altrimenti stiano a casa: non vengano a lavarsi la faccia al funerale di mio figlio». Ha la voce incrinata dal dolore ma è inflessibile Giovanni Battista Maestri: una settimana fa il suo «bambino» di 13 anni, che ha visto sorridere l’ultima volta quando ne aveva 4, fa si è spento dopo averne trascorsi nove in stato semi-vegetativo. A strapparlo alla vita è stata la Sindrome emolitico-uremica, contratta nel 2017 per aver ingerito un pezzo di formaggio da latte crudo prodotto dal caseificio di Coredo e contaminato da Escherichia coli. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo l’ex presidente della struttura e il casaro, già condannati in via definitiva per lesioni gravissime, mentre pende la sentenza civile di primo grado.











